MANCANZA DI COMUNICAZIONE LA NOTA STONATA SECONDO UGHI
Uto Ughi a Varese 12.3.2002
Varese - Il celebre violinista è intervenuto
all'inaugurazione del nuovo anno accademico dell'università
dell'Insubria per ricevere la laurea honoris causa in scienze
della Comunicazione
da "Da varese new 12.03.2002: di Michele Mancino
Le uniche sviolinate, nel senso letterale del termine, al
ministro Letizia Moratti sono arrivate dal celebre musicista
Uto Ughi.
Il Maestro, presente nel giorno dell'inaugurazione del
nuovo anno accademico dell'università dell'Insubria per
ricevere la laurea honoris causa in Scienze della
comunicazione, nella sua ouverture di ringraziamento
non ha risparmiato critiche all'Italia musicale che non c'è.
«Voglio farmi portavoce di alcune esigenze che rendono
problematico lo sviluppo di una cultura musicale in
Italia.
La musica colta passa attraverso alcuni canali complessi, primo fra
tutti la scolarizzazione musicale e la pratica dello strumento
che aiutano a creare una sensibilità musicale.
Però le molteplici sollecitazioni tecnologiche favoriscono
un'assimilazione indiscriminata, riproponendo uno dei grossi
problemi della nostra società: l'accettare tutto senza discernere
il meglio dal peggio».
Nell'epoca delle tre "i" (inglese, internet e impresa), Uto Ughi
ci vuole piazzare anche una "m", quella di musica e lo fa con
un riferimento esplicito ad un progetto del ministro della cultura
spagnolo, che, per favorire la diffusione della musica colta,
ha creato una rete di auditori in tutta la penisola iberica.
Il problema di questa assenza ingiustificata in Italia è attribuibile,
secondo il Maestro, alla mancanza di una comunicazione adeguata.
Il modello da riprendere sarebbe quello anglosassone.
Secondo Ughi , infatti, alle divertenti e accattivanti lezioni
televisive di un mito come Bernstein, non si possono contrapporre
solo pedanti lezioni di solfeggio, con cui si avvicinano gli
studenti italiani alla musica.
Una ricetta semplice: sostituire la pesantezza di una tradizione
obsoleta nel metodo, con la leggerezza della nuova comunicazione.
Uto Ughi non fa un riferimento esplicito alle "Lezioni americane"
di Italo Calvino, ma le coordinate culturali indicate da lui
per affrontare il nuovo millennio sembrano partire proprio da lì.
«Il linguaggio musicale è universale e ha lo stesso effetto e lo
stesso impatto in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi epoca.
Non dimentichiamo che Bach ha retto il confronto fino ad oggi,
fornendo modelli anche alla musica leggera e rock.
Beethoven quando parlava di lui diceva che era un oceano e non
un ruscello, riferendosi alla traduzione del nome Bach,
appunto, ruscello.
Tutto questo patrimonio non va perso e solo con una buona
comunicazione lo si puo' preservare».
Il Maestro ha preso alla lettera un passo dell'elogium
accademico, ovvero «colui che a noi tutti dà modo di rianimare
lo spirito fiaccato dal frastuono quotidiano e acquieta le
orecchie turbate da grida e schiamazzi», e noncurante delle urla
degli studenti all'esterno del teatro, che protestavano contro al
riforma Moratti, ha imbracciato il suo violino, cercando così
di acquietare le orecchie delle autorità presenti con brani
di Beethoven e Salazar.
Unicuique suum. A ciascuno il suo.
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