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LESSICO MUSICALE
Da Lessico Musicale di GianFranco Maselli
Sotto il nome di Frottola (ossia racconto di fantasia)
si possono riunire varie forme vocali , in uso in Italia fra la fine del
1400 e la metà del 1500 che, pur di provenienza diversa, sono musicalmente affini.
La Frottola si distingue invece dalla contemporanea chanson franco-fiamminga
per la sua struttura che è polifonicamente più semplice e spesso omoritmica,
almeno agli inizi.
Di certa origine popolare, e quindi tramandata per tradizione orale, essa venne
presto assorbita dalla musica colta, conservando però una fresca spontaneità
musicale di sapore villereccio.
Il carattere VERTICALE della prima frottola ossia armonico più che
contrappuntistico, l'uso di testi popolareschi (almeno nei primi tempi),
il suo stesso nome hanno fatto spesso relegare il genere nella sottospecie
del canto conviviale poco serio e impegnato, tanto da far rimpiangere a
taluni storici che alla grande fioritura delle altre arti del Rinascimento
italiano non corrispondesse un adeguato rinnovamento musicale.
Si dimentica così che il rinascimento italiano si manifesta (a differenza
dello stesso periodo in altri paesi) come una radicale reazione al medioevale
concetto di trascendenza e di metafisica astrazione.
Da ciò un nuovo interesse per l'uomo che, musicalmente, non poteva risolversi
in un'altra astrazione, come avveniva nella polifonia franco-fiamminga.
D'altronde la Frottola, venuta a contatto con il MOTETTO (i cui più grandi
autori erano stati chiamati dalle varie corti italiane), se ne subisce
l'influsso divenendo contrappuntisticamente più complessa ed adottando
testi poetici maggiormente elaborati, tende, a sua volta, a modificarlo
profondamente.
Da questa duplice e reciproca influenza nascerà il MADRIGALE, forma che
arricchisce la tecnica raffinata del contrappunto motettistico con
l'espressività della parola resa musicalmente nel suo significato.
E' cioè la parola che determinerà la forma musicale.
Vi è da aggiungere che i testi delle Frottole sono spesso tutt'altro che
allegrotti e goderecci, come farebbe supporre il termine, ma pervasi
da quella stessa tragica ironia che caratterizza il teatro del Ruzante
al quale la Frottola stessa si apparenta nell'illusoria gaiezza del movimento.
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