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Da Lessico Musicale di GianFranco Maselli
E' un brano d'introduzione di un'Opera, di una Cantata, di una
Suite.
In Germania, anzi, il termine fu anche sinonimo di Suite, applicandosi
a tutto l'insieme dei brani, il nome di quello iniziale.
Le Suites, per orchestra di Bach venner infatti chiamate dall'autore
Ouvertures.
La stessa generica funzione introduttiva dell'Ouverture le fece dare
inizialmente le forme e i nomi più diversi (toccata, preludio, sinfonia,
sonata).
Molta importanza ebbero sia per lo sviluppo dell'Ouverture operistica
che per la futura forma-SONATA
e la SINFONIA, l'Ouverture francese
di Lulli e l'Ouverture italiana di A. Scarlatti e Stradella
(chiamata "Sinfonia avanti l'Opera").
L'Ouverture infatti si articola in più tempi in ambedue le forme e
in quella italiana si trova anche un iniziale uso del bitematismo.
Benchè l'Ouverture operistica acquisti così una sua fisionomia formale,
essa rimase per lungo tempo totalmente estranea all'Opera che intendeva
introdurre.
L'unica parentela si può trovarla in una generica affinità con il
genere operistico (opera buffa, opera seria ecc.)
L'Ouverture, che, per le abitudini del pubblico settecentesco e del
primo Ottocento, serviva quasi unicamente da "musique de meublement"
per i preliminari mondani all'Opera vera e propria, fu spesso
intercambiabile fra varie Opere di uno stesso autore e, talvolta,
anche di autori diversi.
Nonostante questa sua posizione secondaria, i musicisti posero
una particolare cura nel comporre l'Ouverture, tanto che, per una
sorta di nemesi, di molte Opere viene oggi eseguita solo questa.
L'unità drammatica fra Ouverture e Opera venne proposta ed attuata da Gluck,
mirabilmente realizzata da Mozart e da Beethoven entrando nella prassi
comune con il Romanticismo.
L'Ouverture diviene così, preparazione, spesso cn precisi riferimenti
tematic, quanto poi sarà proposto sula scena.
L'Opera moderna usa spesso farne a meno entrando immediatamente
nell'azione scenica.
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