Uto Ughi Fan Club - Dopo il Concerto


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BRESCIA
13 dicembre 2006
Teatro Grande





Clicca qui se vuoi vedere e sentire Uto Ughi IL 13 dicembre 2006 al Teatro Grande di Brescia mentre sta provando la Sonata n. 2 di Ysaye

Ci siamo risvegliate presto dopo la giornata ughiana di ieri, santa Lucia, che a Brescia ha riportato Uto Ughi.

Giornata frenetica, ricca di sorprese, di imprevisti.
Siamo partite presto con l’idea di andare ad ascoltare le prove del concerto che Ughi avrebbe tenuto la sera, alle 21 al Teatro Grande , concerto organizzato dalla FIN BETON, un’industria bresciana che ha avuto la bella idea di fare un regalo natalizio cosi' ai suoi conoscenti.

Originale, culturale, prestigioso, raffinato, indimenticabile e soprattutto vivo, vivissimo.

BRAVI BRAVISSIMI ALLA FIN BETON.
Partenza dunque!
Brescia ci aspetta: ed è poco lontana.

E’ ancora chiaro, ed oggi è Santa Lucia, la santa dei Lumi, delle luci, degli occhi, delle capacita’ intellettive.
Santa Lucia è la Minerva dei Romani per intenderci, e dunque quale giorno migliore per imparare a capire come ci si esprime in musica?
Che è l’espressione oggi forse tra le piu’ difficili , sembra, da interpretare.
Siamo pronte all’ascolto al punto che abbiamo chiesto di poter assistere alla prove.

Le prove al Teatro Grande, che bel regalo!

Seguire le prove a volte è meglio che l’ascolto del concerto stesso.
La prova di uno spettacolo è una "limatura", una ricerca della perfezione ideale, in questo caso, del suono.

Una prova di coesione tra due persone, tra due strumenti.
Qui parlano oggi violino e pianoforte per mezzo di Ughi e Specchi.

Cosa c’è di piu’ interessante della prova per capire meglio la musica? I suoni e il loro modo di parlare a tutti noi?
E noi siamo li’ ad aspettare……. ad ascoltare…..ma sembra che ci sia qualche problema.
Il Maestro Ughi non si vede.

Il suo Manager cammina avanti ed indietro nervosamente , si sentono i tacchi delle sue scarpe battere sul legno del palcoscenico che rimanda un "toc toc" insolito considerando tutto quell’ azzurro torbido dello sfondo, quasi la vasca di un acquario.

Il Maestro Specchi prova e riprova suonando solitario la sua parte: un “pesce musicista” che illanguidisce i fondali di un ideale ambiente marino sospeso in un mondo sconosciuto, e le note arrivano lente…..piu’ forti……lontane……piu’ languide…. .da quei fantastici abissi apparentemente caldi e sconosciuti.

Bella immagine, attrae, invoglia a starsene li’ ad aspettare.
Ma quanto?

Alle 16,30 arriverà il Maestro ci avevano detto, e inizieranno le prove.
In realtà le prove sono già in atto ma Il Maestro Specchi prova da solo e se devo dire la verità è un bel sentire, là dentro, in semioscurità, senza distrazioni, in concentrazione all’ascolto, con le amiche.

Meglio di certo che passare il pomeriggio in un bar del centro.
O a fare nervosamente shopping giusto per passare il tempo.

Qui è tutt’altra cosa lo svolgere del tempo che passa veloce e splendidamente.

Trovo che sia un’attesa magica.

Finalmente arriva l'ora e Ughi si affaccia ed inizia a dare suggerimenti.

Prova e riprova il brano di Franck insieme a Specchi: lo vuole piu’ carico di tensione, vuole partecipazione totale e lui per primo ci si butta dentro come un pesce, giusto in quell'acquario.
Dai e dai, prova e riprova finchè sente quel che vuole sentire, si quieta e passa ad altro.

Inizia la prova microfono.
Perché il microfono?
Ughi ha deciso di illustrare i brani prima di iniziare a suonare e per fare questo gli ci vuole il microfono.

Il violino è gia’ stato acusticamente testato perché si senta meglio e piu’ lontano possibile: ne ha provati ben tre mentre Specchi gli faceva il controllo acustico stando seduto in platea.
Una volta qui e una volta là. Un po'alla sua destra e un po' alla sua sinistra.

Ma con la voce è un’altra cosa: ci vuole un microfono che Ughi fatica ad impugnare, gli sembra “un gelato” dice.

Cosi se lo fa cambiare e inizia a chiacchierare, a ridacchiare, se la racconta e se la ride come si dice dalle nostre parti, e anche noi ce la ridiamo alla grande in presenza di questo momento estemporaneo da “mattatore” che ci ha offerto il musicista. Trovo che questo inizio simbiotico di teatro-musica mai osservato prima nell’ambiente musicale della "Classica" sia un momento d’oro per questo genere. Di questo c’è bisogno, credo, anzi ne sono convinta.
C'è necessità del contatto diretto tra la gente che non conosce ancora bene i canali per comprendere i suoni, ed ha bisogno di supporti che abbiano una buona preparazione in campo, per poter spiegare l’inspiegabile della musica.

Ughi lo sa fare, se vuole, e ci è parso che abbia voluto, eccome.

Alle prove, uscito Specchi, Ughi ha dato un’eclatante performance di bravura provando Ysaye sonata n. 2 in la minore, un brano per violino solo di cui, in questa pagina, se ne puo' gustare una chicca sonora.
Strabiliante.
Meglio che durante il concerto.
Suono che volava ovunque nel teatro vuoto.

Davvero un’anima in volo, dentro quella splendida vuota costruzione color oro e rubino.

Del concerto ho rubato qualche flash che ho messo in allegato (nella guida all'ascolto di questo fan club) ai brani di Dvorak, di Franck, di Saint Saens, tutti da vedere e da ascoltare con attenzione.

I bis ci stupiscono sempre.
Dopo una serata carica come quella, Ughi era ancora pronto a suonare...... a suonare….chi non l’avesse ancora fatto, vada a vederlo e a sentirlo presto.

Luciana Ugolini



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