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Genova 27 Ottobre 2003 -Teatro Carlo Felice

Guarda le foto di Uto Ughi e Alessandro Specchi a Genova


Mi accoglie Genova come un abbraccio, nel primo pomeriggio!
Fa freddo, molto, non me l'aspettavo, anche se, appena io mi muovo so che qualche contrarietà si muoverà con me!

Questo è dunque il benvenuto che mi danno l'aria gelida di questa città di mare, il vento e la salsedine.
E io li ringrazio con gioia perchè il freddo dell'inverno mi dà maggiormente il gusto della vita; per metà infatti, io sono di origine montana!

Arrivo così in questa cornice di monti a vedere il mare, quasi al tramonto, aspettando l'ora del concerto; arrivata fin qui appositamente per questo.

E' stato tutto quasi un miraggio:
in primis il teatro Felice che non avevo mai visto.
La sensazione di essere su una nave al largo e di vedere il porto da lontano, coi suoi vecchi quartieri.
E là in mezzo alla piazzetta su quel porto di fantasia, un pianoforte ed un violino suonano.
Prima arriva il violino che suona Bach a tutto tondo!
Uno strumento scalciante di vitalità che vuole esprimere se stesso fino in fondo, da solo, senza pianoforte d'accompagnamento.Una musica che ti sballa letteralmente! Credete!(leggi un commento veramente eccezionale sulla "Ciaccona" suonata da Ughi)
Un suono quasi delirante per la bellezza e per gli accenti!

Poi arriva il pianoforte e cambia l'aria circostante.
Beethoven per mano di Ughi e Specchi riprende vigore, rinasce;
e in questa magnifica interpretazione, si svela un'altra volta e ancora e ancora...!

Ecco Paganini capriccioso a caccia di qualcosa di imprendibile, un'immaginaria volpe sfuggente ci potrebbe sgusciare tra un piede e l'altro, talmente bene è evocata la tensione ed il piacere della caccia!
Poi di seguito la risata, da non perdere mai, per il gusto del buonumore che contagia e ritempra l'animo!

Ed ecco l'anima di Paganini nel capriccio n. 1.
Ughi ce la mette tutta per richiamare in vita, in questi giorni che anticipano le feste dei defunti, lo spirito del collega e compositore che certamnte lo sprona maggiormente a competere con lui. Anche dall'al di là!!!!!!
E per far questo Ughi balla, si contorce, si alza sulla punta dei piedi....ho visto in un attimo sfrecciare davanti a me in rapida sequenza, non solo un violinista all'opera, ma il balletto sfrenato di uno spadaccino in pieno duello,poi, nell'ultima parte del programma, ugualmente pressante per il coinvolgimento estremo, Ughi pareva un ballerino di flamenco agghindato di tutto punto e coinvolto magistralmente nel suo passo più complicato, poi si tramutava in un torero smaliziato e accorto, e molto d'altro che sarebbe troppo lungo elencare!

Ne ha fatti tanti di movimenti Ughi per contenere il suo violino e li ha fatti tutti con grande eleganza e passionalità, ed era tutto vero!

In fondo è il giorno del compleanno di Paganini, e la torta che gli ha sfornato Ughi lunedì sera, credo che sia stata una delle più dolci e gradevoli che il nostro Niccolò abbia mai assaporato in vita!!

Prokofiev: è la seconda volta che lo ascolto da Ughi, la prima è stato più di un anno fa e mi era piaciuto meno, così diverso ma così pirotecnico e divertente! Bravo Uto, sono quasi noiosa, quasi banale a ripeterlo ma se è vero, cosa ci posso fare?

Cosa mai posso dire più di questo, senza cadere nella banalità?
Sarasate: un incontro con il mondo gitano, cosi' amato dai musicisti, dai violinisti in particolare, che sentono dentro lo strumento, premere prepotentemente l'anima di un popolo perennemente in fuga, e chi, meglio di Ughi che passa da un continente all'altro, da un luogo all'altro per seguire tutti i suoni del mondo e i mondi fantastici che inevitabilmente sono legati ai suoni, puo' sentire meglio d'altri, questo richiamo?

M'interrompo qui perchè una conclusione classica sarebbe scontata e banale, meglio continuare a sognare dentro quella nave fantastica che è il Teatro Felice, meglio sognare.... e continuare a vedere là .....in fondo in fondo..... sulla riva/palcoscenico, quella luce che emana un violino fantastico, guidato e sorretto dal suo più abile manovratore, un violinista suggestivo che lo sveglia e lo addormenta a suo piacere, proprio come un anestesista che ti assopisce per non farti sentire troppo male, quando la vita diventa troppo dolorosa e triste da vivere! Ascoltiamolo dunque con grande disponibilità di mente e di cuore perchè lui è lì per noi, per aiutarci a vivere con una leggerezza che non sappia d'indifferenza e di banalità.
Ce l'ha detto proprio lui, il giorno successivo, nell'incontro coi giovani, ce l'ha detto a modo suo!
Grazie dunque a nome mio e di tutti quanti lo apprezzano come me!

Luciana (una delle quattro)

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