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Milano 17 Aprile 2003
Auditorium Largo Mahler
I FILARMONICI DI ROMA in espansione,
in ottima forma, sempre nuova,rinnovata; un peccato mortale la sua presunta instabilità!
I capisaldi storici ne fanno la garanzia di qualità e i giovani
interpreti mostrano quanto calore nasconda la passione per la musica instillata e
vissuta dai maestri, come un'eredità che non può fermarsi al capolinea!
La "riproduzione sonora" sta compiendo i suoi tempi !
I ragazzi presenti tutti ECCEZIONALI.
IL CONTRABBASSO
uno strumento veramente interessante!
Un carattere ben preciso!
E' bene sottolinearlo!
Perchè la sua voce marrone, cupa e nervosa potrebbe essere
interpretata come un suono che poco riesce a raggiungerci; mi piace sottolinearne
invece l'impronta e il ben celato e burbero calore così fortemente presente in
questo enorme seppur discretissimo strumento!
L'OBOE
Passionale e abbandonato al suono in modo veramente coinvolgente, mi ha
fatto
sorridere e mi ha trasportato insieme a lui nel SUO mondo!
Caldo e controllato soffiare di chi sa esporsi senza paraventi!
L'anima italiana a nudo!
I CORNI
misteriosi e ben amalgamati in un perfetto mix musicale!
Eccomi finalmente a voi,VIOLE, VIOLINI E VIOLONCELLI
Eterei e pastosi sprazzi di luce dentro l'anima dell'orchestra,
carezze primaverili a sfiorare leggére il volto di una fanciulla in fiore che ci ha
lasciati ma, per le sue parole, sicuramente là dove mi ascolta, non
dimenticati.
E vicina a noi, nei nostri cuori! Tutti!
I PRIMI VIOLINI
un misto di esperienza e di freschezza sonora;
Regard in testa, dalla guida dolce,stabile, risoluta e carezzevole!
Lasciano dentro di me, (in questo concerto in cui il ricordo è il
protagnista assoluto), lo stupore e la scoperta dell'entusiasmo giovanile
constatato osservando quanta sia l'energia in quelle braccia e l'ondeggiare
corvino dei capelli del più giovane violino, un tutt'uno col suo strumento!
UTO UGHI
Che dire del solista senza sprecare parole al vento e cadere nella
banalità
scontata?
Tutto e nulla!
Tecnica rigidissima, autocontrollo ferreo e fantasia sbrigliata
fiondata in cielo come un palloncino sfuggito dalle mani di un bambino, caduta
in terra come un masso erratico, una bomba, un'esplosione, un temporale,
tuoni, fulmini e saette: la musica di Ughi!
... che sfugge dal cuore insieme al martellante ripetersi dei bis più
caldi di questi ultimi anni!
Un autore presentato ex novo, una ricerca attenta e puntigliosa nel
riproporre il passato come un prezioso da consegnare al futuro, qualcosa che molti
altri hanno dimenticato di fare, tralasciato di pensare!
Grave da constatare!
Musica che ha il valore di un oggetto d'antiquariato riscoperto, un
pezzo archeologico restituito al mondo, fuori dalla terra in cui fino ad ora
è stato confinato!
Così è Ughi, uno svisceratore di chicche di qualità!
Il suo gusto nelle scelte la conferma certa! Impossibile smentire!
Il suo impegno costante nel battere il chiodo per riappropriarsi più fortemente di
questo genere musicale, un'ulteriore conferma d'impegno reale di serietà
professionale!
Così deve essere l'interprete!
Paganini e i pizzicati: un prurito musicale in continuum e la
sensazione di una pioggia battente, senza sosta!
I BIS: dolorosi!
Forti e pesanti come un'accusa, travolgenti come un torrente al
disgelo, suoni che vengono da lontano, da oriente ricchi di sonaglini, di
tamburelli di campanelli;
da occidente, suoni di temperamento, passionali,
voluttuosi, vita e morte senza filtri: uno scontro e poi un incontro di razze e di
persone, la volontà di vedere un mondo nuovo privo di barriere, in pace
con se stesso, e con gli altri!
Questa è la musica di Ughi raccontata senza la sfrontatezza delle
leggende ne' la noia della retorica, la mia verità su quella musica!
Questo è stato il concerto di ieri per me!
16 aprile 2003
Luciana Mattioli
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