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BRESCIA TEATRO GRANDE - 4 Giugno 2005

5 Giugno 2005
Brahms un compositore difficile da conoscere se non lo ascolti a lungo.
Sua la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 e suo il concerto in re mag op. 77.
Per coloro a cui fossero stati pressochè sconosciuti questi brani, sarebbe stato difficile prestare
attenzione ma lo stesso, nella sala non si udiva una mosca volare.
Eccezionale la Norrkoping Symphony Orchestra, norvegese, guidata da un direttore di Shanghai, Lu Jia, incredibile.
Ecco ...ora arriva Uto con il suo violino e il suo concerto: Brahms op. 77.
Sempre Brahms.
E qui devo dire che il Maestro riesce a far sentire graditi ai piu' quegli autori
che alle nostre orecchie poco avvezze all'esercizio musicale, sembrano sempre un po' ostici.
Con Ughi mai, volano via le note alte, altissime e poi giù e ancora trilli.
E non ti annoi mai, non ti stanchi mai di di ascoltarlo.
Si vede guardando come lo guarda le gente: affascinata! E lui lo sa.
E premia.
E sempre generosamente.
L'attacco è sempre caldo, vigoroso, pieno di slancio. Sicuro.
Ha gia' vinto al primo colpo d'arco.
Perchè?
Perchè questo musicista esalta gli animi e ritempre i cuori emozionandoci sempre?
Da molti anni lo ascolto ma non ho ancora capito il suo segreto.
Certo sara' lo studio dello strumento, la padronanza, la dedizione, il sudore....
Secondo me però c'è qualcosa in piu' che fors'anche lo stesso Ughi ignora,
nel senso che dà l'idea di non averne la totale consapevolezza.
Stasera mi è sembrato per un attimo di cogliere qualcosa di quel mistero di cui vado a
caccia da molti anni: dentro il suo violino, anzi i suoi violini, ben nascosta sta un'anima
che si vergogna di mettersi a nudo, che si nasconde anche all'occhio piu' attento ma
c'è, si sente bene che c'è.
L'HO CAPITO BENE, STASERA PIU' CHE MAI.

Bisogna però cercarla discretamente perchè la nasconde all'occhio e la mostra solo
al suono: il suo.
L'ho colto forse perchè io chiudo spesso gli occhi all'ascolto così infatti mi
viene piu' piacevole il suono.
Non ieri sera pero' con quell'autentico meraviglioso spettacolo anche visivo che sono
stati i due artisti, riempiendo la scena in modo assolutamente straordinario.
Stasera, è vero, mi è parso di cogliere questo segreto che fa di Ughi un violinista senza pari:
viscerale nel senso che il suo suono tende a sviscerare oltre alle nostre, anche le sue
corde piu' intime, piu' spirituali abbandonandosi totalmente all'interpretazione.
Questo succede quando questo musicista si fonde col violino stesso. E succede davvero! E a volte di piu'.
Ughi sta al violino come Strehler, sta al teatro.
Non a caso forse hanno origini simili, legate alla provenienza da una stessa terra.
Artisti dell'anima.
E spesso strappano le nostre senza farci male.
Un'accoppiata di stile Ughi in simbiosi con il pirotecnico direttore di Shanghai
che ha danzato sul podio muovendo le braccia a mo' di volo di gabbiano, preso totalmente
da questo strabiliante vortice sonoro.
Gli occhi piantati negli occhi del violinista invitandolo a uno scambio totale.
Ughi ha ricambiato cortese lo sguardo traducendo l'invito in una danza impareggiabile,
sul palco, per noi, per tutti.
I tonfi dei loro piedi saltellanti sul pavimento di legno, e Lu Jia impazzito
nell'emozione della direzione al suono del solista che si è trasformato
per un attimo in una sorta di diabolico strumento magico capace
di far levitare persino gli occhi a mandorla del generoso orientale.
CHI PUO' DIRE CHE LA MUSICA NON SIA UN LINGUAGGIO UNIVERSALE?
Sorrisi tra i due o volonta', lo scambio di suoni, la magia di due diversità
che si incontrano qui dove alberga la poesia e la pace per i nostri animi affranti,
affannati dalle corse di una vita incapace di pause e di soste.
Con la musica si, si puo' capire un ritmo anche diverso dal nostro: quello delle
nostre vite e dei nostri cuori e li' è parso cosi' facile ......
Grazie a tutti per questo splendido mosaico musicale
e per noi del Fan naturalmente e sempre un grazie, il piu' sentito possibile,
al nostro beniamino e a tutti coloro che ci hanno permesso, grazia alla loro
collaborazione, di essere presenti a questa autentica magìa.
Luciana Mattioli

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