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CREMONA 20 Ottobre 2006 ![]() Clicca qui se vuoi vedere e sentire Uto Ughi il 20 ottobre 2006 al Teatro Ponchielli di Cremona che suona insieme ad Alessandro Specchi,
la Fantasia di Sarasate sulla Carmen di Bizet Simbiosi perfetta tra violino e pianoforte e questo ha creato una situazione musicalmente GRADEVOLISSIMA, frutto della collaborazione e dell'accordo senz'altro prima umano e poi collaborativo dei DUE ARTIGIANI DELLA CREATIVITA' che riescono sempre a stupire, a darci sempre di piu' rispetto alla volta precedente. Anche stasera è stato cosi'. A loro diciamo grazie, un grande inizio con Preludio e Allegro nello stile di Pugnani- Kreisler. Con estrema eleganza Ughi riesce a tuffarci nel sereno clima viennese che riecheggia sempre nella musica di Kreisler. Questo è uno dei brani per violino che Kreisler compose nello stile di altri compositori come Pugnani, Tartini, Vivaldi, Couperin, Stamitz ed altri, a cui inizialmente egli stesso attribui' le sue musiche. Solo nel 1935 il grande violinista viennese rivelo' che le musiche erano sue. Alle contestazioni dei critici che in precedenza avevano accolto le opere positivamente, egli rispose "IL NOME CAMBIA, IL VALORE RESTA". Le sue bugìe spego' successivamente, avevano una ben precisa motivazione musicalmente strategica: nei suoi programmi aveva preferito attribuire le sue musiche ad autori noti piuttosto che al proprio nome ancora sconosciuto. ![]() Segue Franck definito da alcuni il Brahms francese , insuperabile, pieno di chiariscuri, diretto, una bella iniezione di energia fatta di rimpianto e di malinconia, dove il violino canta a recita senza rinunciare agli impulsi virtuosistici. Sonata che lo stesso Franck sessantaquattrenne dedico' a Eugene Ysaye. Straordinario è l'affiatato dialogo tra il violino di Ughi ed il pianoforte di Specchi, che rende soavi i toni, amalgamandosi perfettamente al violino. Due strumenti, una sola voce. E poi Stravinsky nella Suite italienne, tratto da "Pulcinella", balletto di sapore neoclassico su temi di Pergolesi. E' una gioiosa variazione di danze settecentesche della tradizione popolare napoletana che coinvolge il nostro Ughi in un gioco musicalmente fantastico e che sfocia poi in una tarantella contagiosamente entusiasmante. Ogni singolo movimento della suite è impreziosito dagli exploit di perizia tecnica del nostro straordinario cesellatore di note, culminanti in un finale squisitamente ughiano. E' la volta di Saint Saens: una parte introduttiva seguita da una scrosciante pioggia di note. Segue la Carmen di Bizet. Fantasia del virtuoso compositore Sarasate, uno dei piu' grandi violinisti che animava i salotti musicali europei del secondo ottocento. Una parte iniziale cantabile ed una conclusiva effervescente , in un crescendo di volute virtuosistiche che tanto divertono Ughi e tanto entusiasmano noi che l'ascoltiamo. L'inventiva sfolgorante di Sarasate e la vena creativa del nostro eccellente violinista rendono questa fantasia una pagina musicale estremamente affascinante e coinvolgente. Una pagina musicale in cui il violino di Ughi oltre a mantenere intatte le tematiche di Bizet, evidenzia ed esalta gli aspetti decorativi del folklore gitano. Il concerto si conclude con un bis Meditation da Thais, dramma lirico diMassenet ispirato all'omonimo romanzo di Anatole France. Ambientato nella Tebaide del IV secolo, narra la storia di Thais, cortigiana dissoluta ed irresistibilmente sensuale, convertita dal cenobita Atanaele che pero' finirà dannato, travolto dall'ingranaggio della passione. Il tema centrale dell'opera è il conflitto tra carne e spirito, tra materiale e mistico. Dualismo accentuato dal rigore del cristianesimo dell'epoca. Meditation, tratta dall'Opera , è come sempre interpretata in modo splendido dal Maestro Ughi che, con la magìa del suo violino, riesce sempre a trasformare questa pagina musicale in poesia dall'alto afflato lirico. Al termine del concerto siamo estatici, come sempre quando usciamo dai teatri e dalla chiese in cui si puo' gustare dell'ottima musica come quella che abbiamo appena ascoltato. Grazie a Ughi. Grazie al suo magico violino, alla sua sconfinata tenacia, al suo costante impegno e grazie ai suoi amici e collaboratori che costituiscono un prezioso supporto alla sua arte. Grazie anche alla signorina Pellegrini che ha cosi' gentilmente collaborato nella stesura di questo "dopo concerto" arricchendolo con le sue cognizioni musicali da specialista del settore. Gemma Marchioro, Luciana Mattioli, Saura Pellegrini ![]() |
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