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LE FATE



La fatina Trilly -campanellina-
CLICCA (e ascolta proprio attentamente la campanella di Trilly e questa bellissima musica)


Le fate e gli elfi musicisti possiedono un'abilità magica. Molte arie e canzoni note in tutto il mondo traggono origine dal Regno delle fate.
Il motivo di Londonderry è una di queste melodie. Elfi e Fate amano appassionatamente la musica tanto che, per il loro talento, i musicisti più eminenti corrono spesso il rischio di essere adescati nella terra delle Fate.
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Cenerentola e la fata Smemorina - sua madrina - (Da: Cenerentola di W. Disney)

Si sa che le melodie delle fate sono belle e tristi e nello stesso tempo selvagge e capricciose e che esercitano un fascino fatale sui mortali. Una malinconica aria elfica può cullare l'ascoltatore in un sonno infausto: nel migliore dei casi può trascinarlo in un triste oblìo in cui sentirà per sempre la vaga musica struggente, costante presenza dell'irraggiungibile. Morgan Gwilym, che vide le Fate ed udì la loro musica spegnersi in lontananza, fu in grado di ricordarsi solo (per fortuna) le note finali.

Pinocchio e la Fata Turchina (Da: Pinocchio di W. Disney)

Gli Elfi e le Fate suonano una gran varietà di strumenti: violino, arpa, tamburello, cembalo e scacciapensieri. Con passione simile a quella per la musica, Elfi e Fate buoni e cattivi adorano la danza. Il tipo più comune è una specie di danza circolare in cui queste creature saltano e si contorcono in un turbinìo selvaggio. Gli esseri umani che partecipano alle feste delle Fate devono stare in guardia, perchè questa danza può provocare una malattia devastante.......


I CERCHI DELLE FATE
Il fascino selvaggio della musica elfica può trascinarlo inesorabilmente verso il cerchio che, come i baci, il cibo e le bevande delle Fate, può ridurlo in schiavitù eterna nel loro mondo.
Se un essere umano entra nel cerchio è obbligato ad unirsi ai saltelli forsennati di queste creature.
Può sembrare che la danza duri solo qualche minuto, o un'ora o due, o al massimo una notte intera, ma in realtà la durata normale, rapportata al nostro tempo, è si sette anni o più.
Lo sventurato prigioniero può essere salvato da un amico che, tenuto da altri per la giacca, segua la musica, allunghi le mani dentro al cerchio (tenendo un piede saldamente fuori) e afferri così il danzatore.



C'è la storia di un pastore, Tudur di Llangollen, che s'imbattè in un gruppo di spiritelli che danzavano alla musica di un minuscolo violinista.

(Uto Ughi da bambino )

Tudor cercò di resistere alle note incantatrici, ma infine si buttò nella ridda lanciando il cappello per aria e urlando: "E che si balli, allora; forza con la musica, vecchio diavolo!".

Immediatamente sulla testa del violinista spuntarono un paio di corna e da sotto la giacca gli crebbe una coda.

Un elfo


Gli spiritelli danzanti si trasformarono in capre, cani, gatti e volpi e insieme con Tudor rotearono in tondo in modo vertiginoso.
La cosa andò avanti fino al giorno seguente quando Tudor fu salvato dal padrone, il quale lo trovò che danzava come un matto, apparentemente solo.
Alcune parole pie spezzarono l'incantesimo, e Tudor fu restituito alla sua casa.

IL TEMPO (nel mondo delle Fate)


La lunghezza diversa del tempo nel Regno delle Fate ispirò molte favole della letteratura popolare; la più conosciuta è forse quella di Rip Van Winkle, scritta da Waschington Irving.

Una leggenda narra di un giovane chiamato Shon ap Shenkin che, in una bella mattina estiva, fu incantato dal suono di una melodia elfica.



Si sedette sotto un albero ad ascoltare e, quando le ultime note della musica si spensero, si alzò in piedi e rimase di stucco nel vedere che l'albero sopra di lui, prima verde e lussureggiante, era completamente secco.


Malefica, la fata del male ( W.Disney, la Bella addormentata neL bosco)

Tornando a casa, scoprì che la sua dimora aveva un aspetto strano: era invecchiata e ricoperta di edera.
(Clicca sull'immagine!)

Sulla soglia c'era un vecchio, uno sconosciuto, che salutò Shon e gli chiese che cosa volesse.
Shon sorpreso, rispose che solo pochi minuti prima aveva lasciato sua madre proprio in quella casa.
Il vecchio gli domandò il nome.
"Shon ap Shenkin", rispose il ragazzo. Il vecchio divenne mortalmente pallido e disse: "Ho sentito spesso mio nonno, tuo padre, parlare della tua scomparsa."
A queste parole Shon ap Shenkin si sgretolò in polvere sui gradini della soglia....






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