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Sergej PROKOFIEV
(SontsovKa,Ekaterinoslav 23.04.1891 - Mosca 5.03.1953)


Sonata per violino e pianoforte n.2 in re maggiore op. 94

Concerto N. 8 in la minore per violino ed orchestra op. 47




A rivelare e ad alimentare, con straordinaria abilità, la vocazione musicale del piccolo Prokofiev
fu la madre pianista.

Nel 1904, a 13 anni, entrò al Conservatorio di Pietroburgo, dove studiò strumentazione con Rimskj Korsakov.

L'affermazione come compositore venne dopo quella come pianista.

Nel 1911 si aggiudicò il primo premio al concorso Rubinstein suonando il suo concerto n. 1 op. 10.

Nel 1918, il desiderio di comporre in un clima più libero rispetto alla cultura sovietica post rivoluzionaria spinse Prokofiev a partire per un esilio volontario di oltre 15 anni trascorsi tra Stati Uniti ed Europa.

Fece rientro nel 1933 per partecIpare attivamente alla vita culturale del suo Paese che attraversava una fase di trasformazione sociale ma Stalin considerava la sua musica poco socialista e gli procuro' un bel po' di problemi.

Prokofiev nutrì sempre una profonda ammirazione per Scarlatti, Haydn, il primo Beethoven, che considerava modelli imprescindibili.

"Io non desidero nulla di migliore, di piu' semplice e di piu' esauriente della forma-sonata: essa contiene quanto e' necessario all'elaborazione delle mie idee" affermava il compositore russo.

La sua produzione musicale, dal linguaggio moderno, risulta intrisa di una forte carica ironica che pervade le partiture.

L'eclettismo e la grande versatilita' della sua ispirazione, la vivacita' intellettuale sempre pronta ad accostarsi a creazioni musicali singolari ed insolite, fanno di lui uno dei compositori piu' complessi ed affascinanti del panorama musicale del XX secolo.

Nel 1939 il regista cinematografico Sergej Eisenstein gli propose di comporre la colonna sonora del suo nuovo film Alexander Nevsky.

Il regista, per non spezzare il ritmo delle melodie plastiche che non si limitavano ad illustrare ma coglievano anche il movimento intimo delle scene, preferi' ritoccare le sue inquadrature.

Nel 1943, in localita' Alma Ata, al di la' degli Urali, dove molti intellettuali russi si rifugiarono per sfuggire all'avanzata tedesca, Prokofiev compose la Sonata n.2 in Re maggiore op. 94.

L'atmosfera rilassante del luogo si riflette nella Sonata in cui riecheggiano melodie caucasiche.

Si riscontra anche qualche riferimento a Debussy, probabile retaggio della sua lunga permanenza parigina negli anni '20 e '30 .

Inizialmente composta per flauto e piano in un delicato stile classico, nel 1944 la Sonata fu rielaborata in una nuova versione per violino e pianoforte per iniziativa del violinista russo David Oistrakh che, dopo averla ascoltata eseguita dal flautista Nicolaj Charkowsky e dal pianista Svatoslav Richter, sottopose al compositore alcuni suggerimenti per la nuova versione, ricca di passaggi virtuosistici che egli stesso esegui' per la prima volta nel 1944, al Conservatorio di Mosca, accompagnato dal pianista Lev Oborin.

Persino Shostakovich, antagonista d Prokofiev, esalto' questa Sonata come un'opera assolutamente magnifica.

La struttura della Sonata, in 4 tempi, e' quanto mai classica.

Al primo tempo, Moderato, in forma-sonata, segue lo Scherzo in La min.

L'Andante, in Fa magg. a forma di canzone.

Ed infine il Finale. Allegro con brio e', sempre classicamente, un rondo'.

Prokofiev sara' ricordato per la sua musica elegante, per la sua strumentazione perfetta ma anche per la sua passione per gli scacchi.

Non ammetteva diplomazie.

Esigeva che gli interpreti si attenessero strettamente alle indicazioni delle partiture, e si irritava facilmente per qualsiasi traccia di rubato o di sentimentalismo fuori luogo.

Nel 1927, mentre Oistrakh suonava lo Scherzo del primo concerto per violino, mentre il pubblico applaudiva entusiasta, egli sali' sul palco e suggeri' al giovane violinista (con cui successivamente stabili' un profondo rapporto d'amicizia) la corretta interpretazione del brano.

Paradossalmente Prokofiev e Stalin morirono lo stesso giorno, il 5 marzo 1953, quasi alla stessa ora.

Al funerale del compositore russo, Oistrakh suono' la “Sonata n. 1 in fa min op 80, per violino ” che il Prokofiev aveva dedicato al violinista.

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