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Bela BARTOK
(Nagyszentmiklos, Transilvania 1881 - New York 1945)

Danze popolari rumene


da Radio Rai uno del 12 aprile 2008: "Il diavolo e il violino UTO UGHI racconta":
parla Uto Ughi:


Nell'opera di Bartok il canto popolare e la musica della tradizione rurale costituiscono il centro vitale dell'ispirazione comparativa.
Possiamo dire che la sua attenzione si rivolse alla musica folcloristica ungherese considerata come una fonte inesauribile d'ispirazione per le sue melodie anticonvenzionali e vagamente orientaleggianti.
Si servì di un rudimentale registratore per un'opera di ricerca presso le popolazioni locali incidendo centinaia di danze e melodie popolari.

Puo' infatti essere considerato uno dei fondatori della etno-musicologia.
Le danze rumene per violino e pianoforte sono un tipico frutto di questo amore per la musica folcloristica.
C'è in questa musica qualcosa di primordiale e selvaggio, affascinante con armonie dissonanti che creano un'atmosfera del tutto particolare.
Il violino fu una grande passione di Bartok tanto da dedicargli pezzi importantissimi : 2 concerti per violino, 2 sonate per violino solo che formano uno dei piu' meravigliosi corpus della musica del 1900.


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da: Guida all'ascolto del "Veneto Festival 2008" (XXXVIII Festival Internazionale G.Tartini) di Claudio Scimone
Concerto del 21 giugno 2008 -
i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone


Con Schonberg e Stravinsky, Bela Bartok è stato il compositore che più di ogni altro ha influenzato la musica del XX secolo.
La sua prima musica si richiamava a Brahms, Listz, Ravel, ma egli rapidamente si era spostato in territori di nuove risorse espressive.
Il suo contatto con la musica popolare ungherese ha influito enormemente sulla sua tecnica compositiva.
Alla fine della sua vita il suo linguaggio musicale era essenziale, racchiuso in trasparenti strutture, percorso dall'impulso affascinante del ritmo, animato di vitalità e di eccitazione.
Il suo far musica fin dall'inizio fu un miscuglio di melodia, armonia e percussione.
Nelle sue Danze popolari rumene è chiaro l'interesse per la musica popolare: musica viva colma di contrasti.
A volte egli uso' anche modi frigi e lidi con ritmi primitivi in una struttura molto concentrata.

Guardò ben presto anche agli orizzonti del nuovo mondo tonale.
Importantissima la sua capacità di parafrasi rispetto al repertorio popolare.
Si pensi alla Suite for children formata di ottantacinque pezzi basati su melodie ungheresi e slovacche.
Esse sono mantenute intatte, alcune ripetute una o due volte con accompagnamenti variati e derivati dalle stesse melodie.

La Sonatina (1915) in tre brevi momenti è basata su danze popolari rumene (poi trascritte per orchestra dal compositore stesso).
Danze usualmente ripetute ed inframmezzate da episodi musicali diversi.

Tali danze, numerose nella sua produzione, sono a tutt'oggi opere tra le più eseguite nei concerti e nelle più svariate trascrizioni.
D'altro canto, la scoperta del linguaggio musicale modale inerente ai vecchi modi del canto popolare ha permesso a Bartok di scrivere musica spesso facile, di poche note, con ritmi persuasivi e melodie affascinanti laddove la tradizione dotta tardoromantica stava cercando l'originalità in senso ad una crescente complicazione di linguaggio e struttura.
Lo studio della musica contadina, e fra esse delle danze popolari rumene, fu decisivo per lo sviluppo musicale del compositore ungherese, la cui emblematica evoluzione fa parte integrante della storia culturale ed estetica occidentale.


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