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Hector BERLIOZ
(La Côte-Saint-André [ Isère] 11.12.1803 - Parigi 8.03.1869.)


SINFONIA FANTASTICA op. 14 (1830)


Orvieto: Duomo - Cappella Nuova - Particolare dell'Inferno (Luca Signorelli)


da Guida all'ascolto della musica sinfonica di Giacomo Manzoni

Allegro Molto
Adagio - Andante
Allegro moderato

Composta a soli 27 anni questa Sinfonia, che ha per sottotitolo "Episodi della vita di un artista" ed è dedicata allo zar Nicola I, spinse decisamente il suo autore alla ribalta musicale internazionale.
Essa era nata come sfogo appassionato di un dolore profondo che all'artista aveva procurato la bionda attrice Harriett Smithson, sua futura moglie: senza rendersene conto Berlioz dava vita al primo esempio di musica a programma che si conosca, prototipo di tanta parte del sinfonismo ottocentesco, in particolare dei "poemi sinfonici" degli autori posteriori.
Riversando la sua passione in questa imponente partitura, Berlioz tracciò infatti un vero e proprio programma, attribuendo ad ogni pezzo della composizione un preciso contenuto narrativo.
Nonostante tutto siamo però dal punto di vista formale nel campo della sinfonia, e il modello di Berlioz è qui ancora Beethoven: rispetto allo schema della sinfonia classica vi è infatti solo l'aggiunta di un brano, mentre la disposizione dei tempi rimane più o meno ancora quella stabilita dal classicismo viennese.

L'organico, senza scostarsi eccessivamente da quello della grande orchestra beethoveniana, presenta alcune novità: tra l'altro il clarinetto piccolo (che compare qui probabilmente per la prima volta nell'orchestra sinfonica), due tube, campane, ben quattro timpani ed una folta schiera di archi almeno 60 in tutto).
Ed ecco il "programma" del pezzo: un giovane musicista, avvelenatosi per amore con l'oppio, cade in un sonno profondo, in cui le sue sensazioni e i suoi ricordi si traducono in immagini musicali.
La sua amata si trasforma in una melodia che ritorna continuamente nel corso della Sinfonia: è la famosa "idée fixe" della Sinfonia.

Nel primo tempo - intitolato "Sogni, passioni" e costituito da un "Largo" introduttivo e da un "Allegro agitato e appassionato assai" - il giovane ricorda la situazione del suo animo prima e dopo aver conosciuto la donna amata, con le sue melanconie e poi con le angosce deliranti e i furori di gelosia.
Il secondo tempo è "Un ballo" (valzer): il protagonista incontra l'amata durante una festa brillante, nel corso di un ballo.
La terza parte è una "Scena campestre" ("Adagio"): una dolce atmosfera pastorale acquieta l'animo esacerbato del giovane, interrotta solo per un momento dall'apparizione dell'amata, che ridesta nel suo cuore le apprensioni più disperate.
Ed ecco la "Marcia al supplizio" ("Allegretto non troppo"): il giovane sogna di aver ucciso l'amata, di essere condannato a morte e condotto al supplizio.
Il brano descrive il corteo lugubre e solenne, e alla fine ricompare per un momento l'amata, in una breve visione.

L'ultimo tempo s'intitola "Sogno di una notte del Sabba" ("Larghetto-Allegro").
L'amante si trova in mezzo a una folla d'ombre e di stregoni; l'idée fixe" ricompare, in veste ormai di una danza triviale e grottesca (si noti l'uso parodistico del clarinetto piccolo);
è l'amata che viene al Sabba, mescolandosi all'orgia.
Le campane ritoccano a morto parodiando il Dies irae e il Sabba si conclude con una ridda infernale.
Dopo aver letto questo programma l'ascoltatore può anche dimenticarselo tranquillamente: la ricchezza della musica, la varietà delle atmosfere, la genialità di certe intuizioni, melodiche e timbriche e la solidità della struttura formale è tale, che la Sinfonia fantastica resta un pezzo di musica pura, turgida ed espressiva come poche altre pagine del grande compositore francese. (Durata 50 minuti).


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