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Edward GRIEG
(Bergen, 15.6.1843 - Bergen, 4.9.1907 )

Sonata per violino e pianoforte in do minore op. 45 (autunno 1886 gennaio 1887)

Dedica Franz von Lendbach
Prima esecuzione Lipsia, 10 dicembre 1887
Prima edizione
Lipsia, Peters, 1887
da Da CD 2000 PARAGON per Amadeus AM 132-2 Reg. 17-19 gennaio 2000 Ivrea

di Cesare Fertonani
Allegro molto ed appassionato 9'42
Allegretto espressivo alla Romanza 6'00
III Allegro animato 7'46"

Benchè di formazione essenzialmente tedesca, Edvard Grieg ha lasciato una produzione strumentale cameristica piuttosto esigua ed episodica: tre sonate per violino, una sonata per violoncello e due quartetti per archi, il secondo dei quali incompiuto.
Fatto che potrebbe sorprendere se non si tenesse conto del consapevole disagio con cui Grieg, maestro della miniatura e della folgorante invenzione melodica, si sentì a più riprese inadeguato nel trattamento e nei processi di elaborazione presupposti dalle forme classiche.
Nella seconda metà degli anni Settanta dell'Ottocento, Grieg avvertì l'urgenza di aggiornare e approfondire la propria tecnica compositiva.
La stesura del Quartetto op. 27 , in assoluto una delle opere più riuscite e persuasive del compositore norvegese, fu esplicitamente intesa come uno studio in tal senso.
La Terza sonata per violino e pianoforte op. 45, fu scritta una decina di anni dopo, tra il 1886 e il 1887, e nello stesso 1887 eseguita per la prima volta, il 10 dicembre al Neues Gewandhaus di Lipsia, da Adolf Brodskij al violino con l'autore al pianoforte.
A ragione l'op. 45 è la più celebre della terna di sonate per violino e pianoforte composta da Grieg.
Rispetto ai lavori precedenti, la straordinaria freschezza dell'invenzione melodica, la finezza del linguaggio armonico, il ruolo importante del tematismo in quanto tale, il costante riferimento alla musica popolare scandinava come fonte inesauribile di ispirazione, pur confermandosi punti di forza della scrittura vi appaiono infatti meglio coordinati e risolti nel contesto costruttivo e formale del genere.
Senso del tragico, una certa qualità drammatica, pulsione passionale e melanconica contribuiscono in misura decisiva a definire il registro espressivo.
L'allegro molto ed appassionato è naturalmente un movimento di sonata.
Il primo gruppo tematico dell'esposizione, in do minore, irrompe all'ascolto conflittuale e tumultuoso.
Il tormentato motivo principale, una sorta di motto che coniuga incisività ritmica e profilo melodico ondeggiante, è destinato a ricoprire un ruolo costruttivo essenziale e accentratore in tutto il movimento; lo enuncia il violino e viene suggellato da stentorei accordi del pianoforte.
Per due volte il discorso musicale prende le mosse dal registro grave del violino, e dunque in una regione timbrica piuttosto scura, per conquistare poco a poco le tessiture più acute, sino a un punto culminante, fortissimo, raggiunto in crescendo, dove ora è il pianoforte a suonare il motivo principale.
Introdotto senza un'autentica transizione, il secondo gruppo tematico, cantabile e in mi bemolle maggiore, giustappone al registro tragico del primo una compiaciuta semplicità colloquiale affidata all'alternanza dei due strumenti;
al culmine di un nuovo crescendo, il secondo gruppo tematico termina con un breve canone.
La cullante atmosfera di sogno del gruppo conclusivo dell'Esposizione, con imitazioni di brevi incisi tra i due strumenti, è quindi organica al tema secondario.
Lo Sviluppo si articola in tre arcate: le prime due basate su progressioni armoniche cromatiche discendenti, la terza con funzione di riconduzione alla Ripresa;
il motivo principale del primo gruppo tematico vi gioca un ruolo determinante.
Dopo l'avvio che riprende il rarefatto dialogo imitativo della sezione precedente, la prima arcata è costituita dal duplice ritorno, in maggiore (le tonalità sono quelle di si bemolle e poi di la) e a valori ritmici aggravati, del motivo principale, condotto dal violino su arpeggi del pianoforte.
La seconda arcata si caratterizza per i contrasti di dinamiche e la flessibilità di tempo (agitato, poi tranquillo e ritardando).
Linee cromatiche del violino su arpeggi del pianoforte danno origine a un frammentario dialogo imitativo tra i due strumenti, la cui intensità ritmica e sonora si placa gradualmente sino a spegnersi.
Tempo I, molto animato: terza arcata.
La riconduzione alla Ripresa ritorna al motivo principale del primo gruppo tematico, i cui incisi immediatamente riconoscibili sono via via ricomposti in frasi e unità sintattiche più ampie che lasciano presagire, nell'incalzante drammatizzazione della scrittura, la prossima ripresa.
Ripresa che percorre puntuale l'Esposizione: primo gruppo tematico, in do minore; secondo gruppo tematico, ora in do maggiore; gruppo conclusivo.
Nel punto in cui sarebbe logico aspettarsi la coda, Grieg inserisce invece a sorpresa il ritorno , nella tonalità di la bemolle maggiore, della variante in maggiore e aggravata del motivo principale così come si presentava nella prima arcata dello Sviluppo.
Ed eccola infine, la coda in tempo Presto, fondata sui motivi del motivo principale.

Nell'Ottocento si sarebbe definito "molto poetico" lo stacco prodotto dall'Allegretto espressivo alla Romanza, movimento di forma ternaria che riunisce in sé il duplice carattere e la duplice funzione di tempo lirico e di Scherzo.
Indubbiamente il movimento centrale della Sonata appartiene al novero di quelle non poche pagine in cui Grieg dà per così dire il meglio di sé, sfoggiando l'invidiabile talento di geniale inventore di melodie libero da preoccupazioni di ordine elaborativo.
Il tema principale, dolce e cantabile in mi maggiore, è un'ampia e luminosa melodia che tradisce l'ispirazione popolareggiante, per esempio nell'uso dei pedali armonici e nei ripetuti salti della sensibile.
La suona dapprima il pianoforte solo, poi il violino che la riprende integralmente su sostegno accordale del pianoforte.
Allegro molto: la parte centrale, in mi minore, è un vivace tema di danza norvegese, suonato dal violino su accordi sincopati del pianoforte;
Quando gli strumenti si scambiano i ruoli, il violino ricorre al pizzicato.

L'intero complesso tematico viene quindi ripetuto con diversa strumentazione delle frasi.
Arrestatosi il ritmo di danza, la Ripresa è introdotta attraverso un passaggio di riconduzione in tempo Più tranquillo.
Tempo I: nella Ripresa il tema principale viene affidato al registro sovracuto del violino su terzine di accordi del pianoforte;
la prima frase del tema è sorprendentemente riproposta un semitono sotto la tonalità d'impianto, cioè in mi bemolle anziché in mi maggiore, il che conferisce un particolare colore tenue e sfumato all'attacco della Ripresa.
Conclude una coda in cui al tratto cromatico ascendente e con trilli del violino corrisponde quello anch'esso cromatico ma discendente, al basso, del pianoforte.

Il finale, Allegro animato, movimento percorso da travolgente energia, segue uno schema di sonata senza Sviluppo: anche qui come nel movimento precedente la mancanza di una parte centrale, propriamente elaborativa, testimonia una volta di più la predilezione di Grieg per l'invenzione, l'accostamento, il contrasto, la ripetizione delle idee tematiche piuttosto che per la loro mediazione, integrazione e trasformazione.
Nell'Esposizione il primo tema, in do minore, pianissimo, si presenta concitato e di disegno ritmico molto pregnante, ma al contempo leggerissimo come una Elfenmusik di mendelssohniana memoria.
Incisi e frasi della linea melodica sono distribuiti così da produrre un dialogico effetto d'eco tra gli strumenti, con il pianoforte che suona comunque un incessante e vorticoso accompagnamento in terzine.
Esposto due volte, il tema viene seguito da un paio di varianti-parafrasi, la prima in fortissimo e contraddistinta da accenti marcati e accordi pesanti, la seconda leggerissima e poi in grande crescendo.
Affidato al violino su semplice accompagnamento accordale del pianoforte, il secondo tema, in tempo meno mosso, cantabile in la bemolle maggiore, ha connotazione eminentemente melodica e sentimentale, ponendosi dunque in forte contrasto rispetto al primo;
suonato dapprima nel registro grave, viene quindi ripreso nel registro medio e poi in quello acuto.
Simmetrica rispetto all'Esposizione la Ripresa.
Tempo I e primo tema, in do minore, seguito dalle varianti-parafrasi;
Cantabile, in tempo meno mosso e secondo tema, in do maggiore, nel registro acuto del violino con nuovo accompagnamento di arpeggi del pianoforte.
E in tonalità maggiore rimane ovviamente la coda in tempo Prestissimo, basata sull'insistita e quasi parossistica iterazione dei motivi del primo tema.


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