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| Pietro NARDINI (Fabiana, Livorno 1722 - Firenze 1793) Sonata in re maggiore. dalla Locandina delle Serate Musicali di Milano -Lunedì 27.01.2003 I .Adagio Fu allievo di Giuseppe Tartini di cui frequentò le lezioni a Padova a partire dai 12 anni fino al 1740, recandovisi dalla natia Livorno. La grande scuola tartiniana curò ed affinò le attitudini naturali di un allievo che già godeva di una notevole notorietà. Nardini insegnò per parecchi anni nella sua città per passare poi a Vienna e quindi alla corte di Stoccarda, anticipato e seguito dalla fama di grande concertista. Nel 1770 assunse l’incarico di direttore delle musiche della corte ducale di Firenze, incarico che tenne per più di vent’anni, fino alla morte. Di lui lo storiografo inglese Burney scrisse, dopo averlo ascoltato: "Il suo suono è dolce e uniforme, non molto forte, ma chiaro e preciso, molto espressivo nei movimenti lenti e simile in questo al suo grande maestro Tartini. Quanto all’esecuzione, tende ad appagare e piacere piuttosto che a sorprendere: insomma, penso che sia il violinista più perfetto che esista in Italia". La produzione di Nardini è quasi unicamente violinistica: Concerti per violino e orchestra, tre raccolte di Sonate, Quartetti nei quali egli si rifà alla lezione tartiniana, con una nota personale di vivacità e di grazia. La sua fantasiosa cantabilità, squisitamente italiana, l’intensità espressiva della sua tecnica, il suo garbato virtuosismo avranno influssi evidenti sulla scrittura violinistica tra fine Settecento e primo Ottocento. |
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