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E DAL VIOLINO SPUNTA........UTO UGHI "A tu per tu con il grande Maestro". ![]() "Chi non ha orecchio per intendere le belle melodie e chi non si commuove per i dolcissimi suoni è incline al tradimento, alla cattiveria e alla violenza. Non fidatevi di questa gente". Parole di William Shakespeare nel "Mercante di Venezia", che Uto Ughi, 61 anni, il più grande violinista dei nostri giorni, fa sue: "La bella musica è un atto d'amore, una maniera di comunicare. E fin da piccoli, bisognerebbe imparare ad amarla. Ma a me sembra che in Italia si faccia troppo poco per tramandare la preziosa cultura dei capolavori musicali. Il maestro ci accoglie nella sua casa romana vestito casual, jeans e camicia rossa. Quando il nostro fotografo lo prega di posare con il suo violino, però, dice: E' meglio che mi cambi d'abito e indossi una camicia scura Ha un eccezionale rispetto per il suo strumento. E' uno Stradivari, della metà del '700. Antonio Stradivari sceglieva personalmente i legni per realizzare i suoi violini. Si recava nel bosco di Paneveggio, In Trentino, e con un martello batteva il tronco degli alberi, poi quando ne apprezzava la risonanza che emetteva, lo faceva tagliare. Per il terzo anno consecutivo, il maestro ha organizzato il festival della musica classica Uto Ughi per Roma: undici concerti, rigorosamente gratuiti, per avvicinare i giovani al suo mondo. Ughi ha voluto che le prove fossero aperte per dialogare con il pubblico e spiegare la sua musica. Bisogna mantenere viva la fiaccola della tradizione musicale, ma nel nostro Paese scarseggiano i fondi. In Italia ci sono solo 13 orchestre sinfoniche, contro le 120 della Germania. Oggi i ragazzi sembrano fuggire dalla musica clasica, si annoiano, pensano che sia roba da vecchi. L'insegnamento nelle scuole è carente e, comunque, la musica va trasmessa in modo entusiasmante, direttamente al cuore. Se diventa ore di solfeggio e teoria, è la fine. Noi musicisti dobbiamo uscire dalla torre d'avorio, andare nelle scuole a parlare con i ragazzi e a suonare per loro. In questi giorni sulla carta stampata è nata una polemica tra Ughi e il Ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Io sono presidente di un gruppo di lavoro che vuole rilanciare la musica classica nelle scuole. E da tre anni ad oggi ho visto pochi passi avanti. Il ministro mi ha accusato di criticare, ma di non essere mai presente alle riunioni. Spesso, però, sono stato convocato mentre ero all'estero per concerti già programmati. La Moratti ha già organizzato un importante Concorso nazionale delle Arti dal quale sono usciti giovani dotati di grande talento. Io intanto sto redigendo, con altri autorevoli esponenti del mondo musicale, un documento da sottoporre all'attenzione della Moratti, per individuare nuove iniziative. Per esempio? Portare i giovani ai concerti, far vedere loro dei video, ascoltare i grandi capolavori e coinvolgerli in lezioni con i musicisti. Magari anche in televisione. Come faceva il grande compositore e direttore d'orchestra Leonard Bernstein che incontrava i ragazzi spiegando loro tutti i segreti degli strumenti e le "dritte" per interpretare la musica. La passione per le sette note è preziosa, è un'occupazione sana, che aiuta a crescere bene. C'è un esempio formidabile all'estero. Josè Antonio Abreu, ex ministro della Cultura in Venezuela, ha creato un'orchestra sinfonica coinvolgendo piu' di 100 mila giovanissimi musicisti. La maggior parte di questi proviene dalle classi meno abbienti e l'iniziativa di Abreu si è rivelata una sorta di riscatto sociale. Perchè da noi non puo' esserci una possibilità del genere? Perchè non possiamo offrire un'alternativa alla musica martellante che si ascolta oggi? ![]() Wolfgang Lettl - Via Stradivari (1983), 30x33 cmPer me sono sciocchezze: c'è musica e musica". Cosa dovrebbero fare i genitori per avvicinare i figli alla musica classica? Ascoltarla in casa, andare ai concerti e portarci i figli. In Giappone esiste il metodo Suzuki: già dai 3 anni, migliaia di bambini seguono dei corsi con le loro mamme ed imparano a suonare uno strumento. Ognuno di noi ha una musicalità latente, che va risvegliata. A Ivrea c'è una piccola filiale del metodo Suzuki". La musica classica puo' valere anche come terapia? E' provato che, nel caso di nevrosi ossessiva, come sperimentato in alcune cliniche americane e in Svezia, la musica di Mozart funge da tranquillante. Mozart componeva le sue opere senza mai correggere: aveva una tale facilità d'inventiva melodica che la sua musica sgorgava come una sorgente d'acqua inesauribile. Che oggi fa bene anche ai bambini e a chi soffre. L'ho capito andando a suonare nelle prigioni e negli ospedali. La musica insomma porta l'amore. Anche a Uto ughi? Gli artisti sono molto egocentrici, pensano a se stessi. E spesso i legami sentimentali vanno a finire male. Brahms, Beethoven, Schubert e Mendelsohn, per esempio, non si sono mai sposati. Le donne diventano gelose della musica che assorbe un artista. Ed è comprensibile. Non è facile stare vicino ad un uomo sempre con la valigia in mano, che trascorre ore e ore con il suo strumento. Confesso una cosa: sono stato sposato, quando ero giovanissimo ma il mio matrimonio è durato soltanto due anni. Mia moglie desiderava stabilità, equilibrio. Voleva, come è giusto, una famiglia tradizionale. Ma io ero troppo fanatico del mio violino....Oggi, comunque siamo rimasti grandi amici". La grande passione del violinista di Busto Arsizio è scoppiata all'età di 3 anni: "La musica ce l'ho nel sangue: da piccolo, durante i concerti casalinghi che organizzava la mia famiglia, mi nascondevo sotto il pianoforte, per ascoltare quelle splendide melodie." Il Maestro Ughi a 7 anni già si esibiva in pubblico. E ancora oggi fa sognare. I |
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