sito amatoriale

Home Interviste


"Stiamo retrocedendo. Con la riforma attualmente in atto nei Conservatori rischieremo di peggiorare ulteriormente e creare disoccupati"

"UTO UGHI TRA TOURNEE E IMPEGNO DIVULGATIVO"



dA "Il Giornale della Musica"
di Roberto Jovino
Dal 1° Marzo la Rai manda in onda "Uto Ughi racconta: grandi autori per il violino", nove brevissime conversazioni/esecuzioni su Radiouno, il sabato mattina alle 10,10 in una fascia di grande ascolto.

"Niccolo' Paganini diceva: "Se sto un giorno senza suonare me ne accorgo io; ma se sto due giorni se ne accorgono gli altri".
La musica richiede sacrifici, uno strumento pretende disciplina e amore, uno studio quotidiano e regolare. Esige soprattutto grandi motivazioni".


Uto Ughi parla del suo rapporto con il violino e piu' in generale con la musica.
Una passione che lo vede spesso in prima linea nelle iniziative tese a diffondere la cultura musicale.

Recentemente ha ancora accettato di girare uno spot televisivo a favore della diffusione della musica classica promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (ex Governo Prodi) ed ha raggiunto un accordo con la Rai per una decina di programmi radiofonici e televisivi.

Da molto tempo mi batto per avvicinare alla musica colta i giovani che spesso non hanno neppure occasione di ascoltarla.
Ho fondato, sono ormai dieci anni, un festival a Roma in cui propongo concerti con grandi musicisti (da Pretre a Bashmet).
Diamo un Premio alla carriera ed offriamo agli spettatori la possibilità di parlare direttamente con gli esecutori i quali, prima di ogni brano, lo illustrano brevemente.
Non si tratta di lezioni concerto ma di semplici ed informali conversazioni.

Oggi la gente assuefatta ai canoni televisivi, non è più abituata a discorsi lunghi: la concentrazione si perde rapidamente.

Il Festival funziona molto bene e proprio il suo successo ha spinto la Rai a propormi dal 1° marzo "Uto Ughi racconta: grandi autori per il violino", nove brevissime conversazioni /esecuzioni su Radiouno, il sabato mattina alle 10,10 in una fascia di grande ascolto. Era un progetto che mi entusiasmava perchè poter parlare di questi temi ad un vasto pubblico costituisce uno strumento importante per creare nuovi ascoltatori"
.

Ha parlato prima delle rinunce che uno studio severo impone. Quanto ha sacrificato alla musica della Sua vita privata?

Io sono contrario a fare tanti concerti l'anno, non supero per abitudine i trenta, quaranta.
Questo mi consente di sacrificare meno del privato e garantire nello stesso tempo una qualità alta. Io non sono per la quantità. Certo si guadagna meno ma non mi posso lamentare. E poi, come ho detto, ho il tempo di battermi a favore della cultura e contro il degrado ed il cattivo gusto che oggi impera sempre piu'. E questa per me è una battaglia irrinunciabile.


Lei ha un rapporto molto stretto con il pubblico. E' certamente fra gli artisti piu' amati dalle nostre platee....

Il pubblico ama gli artisti che quando sono sul palcoscenico danno tutti se stessi.
Non esistono pubblici cattivi e pubblici buoni. Esistono interpreti comunicativi ed interpreti freddi. Quando la platea si distrae la colpa sta nel concertista che non sa comunicare e non sa conquistarla.


Lei è stato un enfant prodige?

Non mi sono mai sentito un enfant prodige, anche se a nove o dieci anni tenevo già concerti.
Fu il mio maestro Enescu a consigliarmi di suonare in pubblico sin da subito. In effetti esibirsi davanti ad una platea è un'ottima palestra, consente di imparare moltissimo, molto piu' che stando chiusi nella propria stanza.
S'impara a comunicare.
Io sono stato un musicista precoce.
Oggi in Giappone è pieno di bambini che sanno suonare giovanissimi grazie ai nuovi metodi didattici.
Da noi invece la situazione si fa sempre piu' grave per la disattenzione della nostra scuola nei confronti dell'educazione musicale di base.
E' un vero peccato perchè noi, il paese dell'arte e della musica, stiamo retrocedendo.
Con la riforma attualmente in atto nei Conservatori , poi, credo che rischieremo di peggiorare ulteriormente, di creare dei disoccupati, dal momento che le orchestre sono sempre meno.

Impedire agli studenti di Conservatorio di frequentare contemporaneamente l'Università a me sembra una follìa.


Fra gli autori piu' amati da Ughi, c'è naturalmente Mozart.

Amadeus è in assoluto il musicista più puro e spontaneo della storia. Si vedano i suoi manoscritti: non c'è quasi traccia di correzioni.
Non cosi' accade,ad esempio, per Beethoven, nei cui autografi si ritrovano i segni di continui ripensamenti.

In Mozart c'è una vena spontanea diretta, è una fonte d'acqua pura che scorre senza interruzione. Il musicista dell'eterna giovinezza. Mi viene in mente cosa scriveva Caijkowskij nelle sue lettere.
Accostava Beethoven all'Antico Testamento, Mozart al nuovo.
Beethoven è stato un grande ribelle, un libero pensatore, Mozart un angelo sceso in terra.

In Amadeus bisogna far cantare il violino.
la sua musica ha una tensione melodica straordinaria. Si pensi all'Adagio del Concerto K 216, potrebbe essere una serenata del
Don Giovanni.
C'è limpidezza nella scrittura ma c'è anche calore.
Mozart sapeva scandagliare l'animo umano perchè amava l'umanità.


I suoi hobbies?

Amo guardarmi intorno perchè mi interessa la vita e mi interessano le persone.
Detesto il cattivo gusto e con i miei mezzi lo combatto sperando, nel mio piccolo, di contribuire a lasciare un mondo migliore.
E poi leggo moltissimo, adoro la letteratura.
Quando vado in tournèe torno carico di libri perchè in qualsiasi Paese mi trovi, mi piace cercare di conoscerlo piu' a fondo.
E allora leggo, giro alla ricerca di nuove conoscenze.
Ho ricordi straordinari, ad esempio, dei miei viaggi in Oriente.
Sono affascinato dall'India anche se suonare li' è terribilmente difficile.
Non c'è un pianoforte accordato!
Ma a parte gli aspetti musicali vivi un'atmosfera del tutto particolare.
E poi all'estero mi attrae anche la cucina, un'autentica arte attraverso la quale si capisce molto della cultura e della storia di un Paese.
Due vini rappresentano due individualità diverse, cosi'come due orchestre hanno un suono e un carattere differenti.


Preferenze?

Mi piace la cucina cinese ma in Europa abbiamo esperienze notevoli. E poi l'Italia: ogni regione rappresenta una storia a sè.
Io non sono un mangiatore ma amo la qualità.


Se non avesse fatto il violinista?

Avrei fatto qualcosa di creativo comunque. Avrei scritto libri, mi interessano l'antropologia e la storia.
O magari mi sarei dedicato alla prosa e avrei fatto l'attore.
Tanto per rimanere su un palcoscenico.



E-mailinfo@utoughifanclub.it