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IL FASCINO INDISCRETO DEL VIOLINO Che colpo di fortuna incontrare uno dei nostri musicisti
più apprezzati (e quindi impegnatissimi) in un momento di assoluto relax :
"Mi sono concesso un mese sabbatico, nessun concerto, perfino poco studio,
tante letture, qualche lezione di russo, chiacchiere con gli amici,
puntatine al bar per ascoltare che cosa si dice in giro, per osservare la
vita". Maestro, si può suonare con uno strumento che non t'appartiene? "E' un peccato, quasi un dolore. Infatti chiederò presto se son disposti a vendermelo". Stradivari e Guarneri…"Due anime differenti, il primo è molto nitido, molto mediterraneo. Il secondo ha tonalità più introspettive, meno solari. E' come paragonare un Rembrandt a un Raffaello. Guarneri ha una voce dionisiaca, sensuale, umana. Vede, ognuno di noi sceglie la voce che più somiglia alla propria personalità: Stern, che è più denso, sensuale, usa un Guarneri; Menhuin, più spirituale, angelico, uno Stradivari". Lo chiamano il globe trotter dell'archetto, nel senso che non solo se ne va in tournèe in giro per il mondo (più o meno settanta concerti all'anno, e tutti di strepitoso successo), ma già che c'è ne approfitta per intraprendere vere e proprie spedizioni, il che generalmente non accade ai suoi colleghi. Insomma, non albergo e teatro, bensì l'opportunità di approfondire culture e tradizioni, ricavandone un arricchimento (lui dice "una specie di trasfusione di sangue nuovo).... "Ultimamente sono stato in India, poi in Cina. Mi piace conoscere il mondo. La libertà è impagabile". Però ci sono artisti che, mi permetta la battuta, per andare a far pipì controllano il carnet degli impegni. " "La trovo una schiavitù inaccettabile. Si farà meno carriera, tuttavia non ho quel tipo di fanatismo, di nevrosi. Riesco a vivere benissimo senza eseguire un concerto ogni giorno". Uto Ughi ha 52 anni, iniziò a suonare a 5 e qualcuno lo mise su un biliardo perché i presenti, oltre che ascoltarlo, potessero pure vederlo…. In tutto questo tempo, è stato sempre così poco maniaco nei confronti del lavoro? "Per me i concerti sono un atto creativo, se sono ripetuti per automatismo o per routine è impossibile dare qualcosa di non scontato". Iniziare a 5 anni…"Allora sembrava una cosa così strana, un po' eccezionale. Se lei adesso va in Giappone, dove c'è questo straordinario metodo Suzuki secondo cui tutti i bambini hanno una musicalità naturale, basta saperla risvegliare, beh vedrà che i risultati sono ottimi. Ero un bambino precoce, con talento. Ma il vero genio è chi crea musica propria. Pensi al passato: Mozart suonava il pianoforte, il violino, e componeva, e dirigeva, così Beethoven… Allora il musicista era veramente completo : compositore e interprete. Il modo di fare musica oggi è più mirato alla specializzazione esecutiva, a scapito della creatività". A lei pesa eseguire musiche non sue? "No, però il vero genio è fatto diversamente". E lei? "Io cerco d'integrare la mia cultura con letture e viaggi. Sa, il repertorio del violino è vasto, non enorme. Se dovessi eseguire cento o duecento concerti all'anno finirei con l'interpretare sempre le stesse cose, e credo che mi inaridirei " . Incisioni? " Certo, non troppe. Ho appena finito i sei più bei concerti di Vivaldi: Il Favorito, L'Amoroso, San Lorenzo...". Questa casa di Roma immersa nel verde è il suo rifugio? "Ho tanti rifugi: questo, uno all'isola del Giglio, uno al lago di Garda, uno a Venezia. A Roma starò in tutto un mese all'anno". E' un uomo dolce, eppure non ha mai risparmiato le polemiche, con nessuno. "Cosa vuole, se l'allora ministro Margherita Boniver mi chiama nella commissione della musica e poi non ascolta nulla di quello che dico, non posso mica stare zitto". Le stesse cose che diceva alla Boniver le ha appena ripetute al ministro Luigi Berlinguer, no? " Vede, la scuola è fondamentale. I nostri giovani crescono sapendo perfettamente chi sono, con tutto il rispetto, Jovanotti o Elton John e non sanno nulla di Brahms o Bach. Ci vuole la storia della musica, con audizioni, nastri. Senza esempi sonori diventa insopportabile". Vuol dire che, da noi, la musica è solo per gli anziani? Nel suo sguardo si legge che al posto di "anziani" lui avrebbe potuto anche dire qualcosa di peggio, ma è un uomo educato, e sa riconoscere le eccezioni…"I concerti per i ragazzi stanno scomparendo". Anni fa , lei era etichettato come democristiano. "Mai avuto tessere di partito. Ero semplicemente un cattolico praticante. Per la verità, dalla DC ho avuto cocenti delusioni : per la cultura facevano pochissimo ". E l'Ulivo? " Trovo l'esordio di Veltroni piuttosto infausto. Appena diventato ministro ha detto "smettiamo di demonizzare il rock, apriamo nuovi stadi".La musica classica non gli è passata neppure per l'anticamera del cervello. Provate ad aprire la tv: musica leggera ovunque e a qualunque ora, e la sinfonica relegata alle due di notte. In Italia, in cinquant'anni , non è stato costruito un solo auditorium, le orchestre della Rai sono state chiuse con la scusa della mancanza di fondi mentre sappiamo che banali trasmissioni televisive vengono a costare cifre esorbitanti . In qualsiasi paesino del Giappone ci sono sale perfette, con acustiche meravigliose, 2.000 posti ognuna. La Spagna socialista di Felipe Gonzales ha costruito una trentina di auditorium, uno meglio dell'altro". Luciano Pavarotti, a modo suo, ha cercato di popolarizzare la musica cosiddetta alta, di avvicinarla ai giovani, mischiandola a Zucchero o inventandosi miscellanee di operistica e, chessò, napoletanità. "Sono cose che non mi piacciono. Certi generi proprio non vanno insieme. Rischia di diventare una parodia, una prostituzione dell'arte". E' un po' che lei non va alla Scala. "Vado dove m'invitano". Dove preferisce suonare? "In Germania e in Austria, si sente ancora forte tradizione musicale. Vorrei suonare in Israele dove c'è un enorme interesse per la musica sinfonica". Dove va malvolentieri? "Nei paesi superindustrializzati , dove la gente ha poco tempo per pensare e per gustare le cose belle della vita. e dove la TV è stata un po' l'atomica del cervello". Il ricordo più brutto? "La recente morte di mio padre. Tornavo da Parigi,. mi ha aspettato per morire, per potermi salutare un'ultima volta". Il più bello? "Moltissimi. Direi che l'amore è una cosa fondamentale: per una donna, per il pubblico, per la propria creatività". Lei passa per essere bello , il suo camerino è preso d'assalto da signore in delirio… "Bello? Direi normale. Certo non mangio smodatamente e faccio ginnastica, tutto qui. E' questione di disciplina, che nel mio lavoro è importantissima. Gli assalti ai camerini? Ci sono molte mitomani… .Mi creda un artista è abbastanza solo". La disciplina. "Ho conosciuto Milstein, Heifez, Menhuin. Studiavano sei ore al giorno". E lei? "Tre, quattro". Quando tocca uno dei suoi violini, che cosa prova? "E' come accarezzare la propria voce , la propria possibilità di esprimersi. Oggi mi hanno riportato il Guarneri che è stato revisionato. L'ho sentito come risorto". Che cos'è per lei la bellezza? "Armonia, simmetria, equilibrio, dolcezza". I concerti per violino che preferisce? "Quelli di Beethoven, Brahms, Bartok". Quelli che le piacciono di meno? "Alcuni contemporanei, cerebrali, costruiti. E forse sbaglio. Il mio amico Menhuin dice che bisogna obbligarsi a conoscere anche ciò che non ci piace, naturalmente per disciplina". Guadagna molto? "Abbastanza, ma pensi che un Guarneri costa oltre tre miliardi". Un rimpianto? "Avevo 16 anni: David Ojstrach venne in Italia, rimase colpito dal mio talento e mi chiese di andare un anno a casa sua per studiare. Facevo il ginnasio, non accettai. Sarebbe stata un'esperienza straordinaria, ho fatto malissimo a non partire". Uto Ughi non smetterebbe più di parlare. Forse è vero che gli artisti sono soli.
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