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HOME INTERVISTE " Da IL TIRRENO Internet del 19.07.2002"

UTO UGHI: "Il Giglio era un gioiello, ora è uno sfacelo"



Il grande violinista spara a zero contro un modello di sviluppo che avrebbe devastato l'isola e le sue bellezze

ISOLA DEL GIGLIO. «Stanno rovinando il Giglio!»
Lancia un grido d'allarme il grande violinista Uto Ughi, nella sua casa a Giglio Castello.
E sbotta: «Vengo da quasi quindici anni ed avevo il Giglio nel cuore; dico avevo perchè ora sta decadendo in modo pauroso; è uno sfacelo generale».
Parla senza peli sulla lingua Uto Ughi, che si è innamorato di quest'isola che guarda l'Argentario al punto di sentirla propria e vi ha acquistato una casa dove anche in questi giorni è venuto a rilassarsi ed a preparare le sue prossime tournèe estive.
«Non voglio creare delle polemiche - dice - però anche star zitti non si può: vedo nascere delle costruzioni oscene, di una architettura 'cimiteriale' che non mi sembrano adattarsi alle caratteristiche di quest'isola che dovrebbe essere invece trattata da gioiello qual è».

Parla e cita casi che proprio non gli vanno giù, Uto Ughi: «Da quel che vedo stanno sconvolgendo il carattere del porto, che era un porticciolo bellissimo e sta cambiando caratteristiche». Si ferma un attimo ed ecco un'altra cosa che, secondo lui, proprio non va: «I sentieri dell'isola, che sono tenuti male, sporchi e malandati». Uto Ughi ammette di non aver modo di approfondire i problemi di quest'isola che vorrebbe fosse conservata come Dio l'ha fatta arrivare fin (quasi) ai giorni nostri, «però queste cose balzano agli occhi».
Amareggiato il grande violinista torna con la memoria «a quando venni qui per la prima volta, quindici anni fa: era un'altra cosa; ora trovo una decadenza che fa paura. Qui sono state costruite delle cose che secondo me sono un insulto all'estetica. Assurde. Soprattutto in Toscana, che è il paese dell'estetica, del buon gusto e dell'arte; dovrebbe essere un emblema, la Toscana, in questo senso. E invece... vada a vedere a Campese, o anche al Castello, fuori. Stanno rovinando una meraviglia che quando l'ho conosciuta era ancora bella, ma, da allora, è un degrado continuo, specie negli ultimi anni: una sporcizia e una trasandataggine terribile».
Insiste nel dire di non aver nulla di personale, Uto Ughi, ma certe cose proprio non gli vanno giù: «Vedo per esempio questa Rocca che potrebbe ospitare conferenze, mostre d'arte o concerti... e invece sono cinque anni che non la vedo utilizzare. Insomma, un trattamento da capre, me lo lasci dire».
Uto Ughi, nonostante tutto, continuerà a venire al Giglio: «Sono innamorato della natura di quest'isola, e fino a che non la guasteranno totalmente, certo, continuerò a venire. Certo che venendo su dal porto, alla vista di queste case costruite in modo terribile secondo il mio parere, o dando uno sguardo a quello che sta divenendo Campese, che era un paesino delizioso... verrebbe la voglia di andar via».
E se ne andrà, Uto Ughi, quest'estate, ma solo per lavoro.
I prossimi appuntamenti musicali lo porteranno in Francia per delle turnèe, e in mezza Europa, dopo aver suonato a Taormina ed a Napoli.
In agosto poi sarà in Svizzera, e volerà in Giappone.


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