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UTO UGHI: "Il Giglio era un gioiello, ora
è uno sfacelo"
Il grande violinista spara a zero contro un modello
di sviluppo che avrebbe devastato l'isola e le sue bellezze
ISOLA DEL GIGLIO.
«Stanno rovinando il Giglio!»
Lancia un grido d'allarme il grande violinista Uto Ughi,
nella sua casa a Giglio Castello.
E sbotta: «Vengo da quasi quindici anni ed avevo il Giglio nel cuore;
dico avevo perchè ora sta decadendo in modo pauroso; è uno sfacelo generale».
Parla senza peli sulla lingua Uto Ughi, che si è innamorato di quest'isola
che guarda l'Argentario al punto di sentirla propria e vi ha acquistato
una casa dove anche in questi giorni è venuto a rilassarsi
ed a preparare le sue prossime tournèe estive.
«Non voglio creare delle polemiche - dice - però anche
star zitti non si può: vedo nascere delle costruzioni oscene,
di una architettura 'cimiteriale' che non mi sembrano adattarsi
alle caratteristiche di quest'isola che dovrebbe essere invece
trattata da gioiello qual è».
Parla e cita casi che proprio non gli vanno giù, Uto Ughi: «Da quel
che vedo stanno sconvolgendo il carattere del porto, che era un porticciolo
bellissimo e sta cambiando caratteristiche».
Si ferma un attimo ed ecco un'altra cosa che, secondo lui, proprio
non va: «I sentieri dell'isola, che sono tenuti male, sporchi
e malandati».
Uto Ughi ammette di non aver modo di approfondire i problemi
di quest'isola che vorrebbe fosse conservata come Dio l'ha fatta
arrivare fin (quasi) ai giorni nostri, «però queste cose balzano
agli occhi».
Amareggiato il grande violinista torna con la memoria «a quando venni
qui per la prima volta, quindici anni fa: era un'altra cosa;
ora trovo una decadenza che fa paura. Qui sono state costruite
delle cose che secondo me sono un insulto all'estetica.
Assurde. Soprattutto in Toscana, che è il paese dell'estetica,
del buon gusto e dell'arte; dovrebbe essere un emblema,
la Toscana, in questo senso. E invece... vada a vedere a Campese,
o anche al Castello, fuori. Stanno rovinando una meraviglia
che quando l'ho conosciuta era ancora bella, ma, da allora,
è un degrado continuo, specie negli ultimi anni:
una sporcizia e una trasandataggine terribile».
Insiste nel dire di non aver nulla di personale, Uto Ughi, ma certe
cose proprio non gli vanno giù: «Vedo per esempio questa Rocca
che potrebbe ospitare conferenze, mostre d'arte o concerti... e
invece sono cinque anni che non la vedo utilizzare. Insomma, un
trattamento da capre, me lo lasci dire».
Uto Ughi, nonostante tutto, continuerà a venire al Giglio: «Sono
innamorato della natura di quest'isola, e fino a che non la guasteranno
totalmente, certo, continuerò a venire. Certo che venendo su dal
porto, alla vista di queste case costruite in modo terribile
secondo il mio parere, o dando uno sguardo a quello che sta divenendo
Campese, che era un paesino delizioso... verrebbe la voglia di
andar via».
E se ne andrà, Uto Ughi, quest'estate, ma solo per lavoro.
I prossimi appuntamenti musicali lo porteranno in Francia per delle
turnèe, e in mezza Europa, dopo aver suonato a Taormina ed a Napoli.
In agosto poi sarà in Svizzera, e volerà in Giappone.
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