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HOME INTERVISTE " di Marco Andreetti - Corriere della sera/Roma di giovedì 27 febbraio 2003 "

UTO UGHI:"Questa volta suonerò per i ragazzi portatori di handicap"


TEATRO DELL'OPERA: Il violinista lunedì (3 marzo 2003) in concerto a beneficio dell'Arca


ROMA - "La musica come messaggio di pace con la guerra alle porte. Una musica che deve nobilitare, ingentilire, civilizzare", è questo l'appello che Uto Ughi si sente di fare nel difficile momento che stiamo attraversando.
Il violinista lunedì prossimo darà, al Teatro dell'Opera un concerto di beneficienza per l'Arca (associazione internazionale che crea case d'accoglienza per aiutare ragazzi portatori di forti handicap).
"Il programma sarà dei più classici tra Mozart, Vivaldi e Paganini", anticipa Ughi che partirà presto per una tournée in Estremo Oriente: "Tornerò in Giappone e andrò per la prima volta in Cina, un paese dove Mozart è stato proibito e che a poco a poco si sta aprendo alla musica.
Oggi ci regala tanti eccellenti interpreti che hanno talento ma soprattutto voglia di fare.
Quando insegnavo all'Accademia Chigiana eravamo io e loro gli unici a non stancarsi mai".

E'uscito in questi giorni il primo CD inciso da Ughi per la Decca.
I contenuto è insolito: la "Symphonie Espagnole" di Lalo e "Introductionet Rondò capriccioso " di Saint-Saens eseguiti con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Raphael Fruhbeck de Burgos.
"E' un repertorio che incido per la prima volta - spiega il musicista -. La "Symphonie Espagnole" di Lalo è un'opera colorita, mediterranea, piena di pathos.
Ormai il grande repertorio l'ho registrato tutto, in futuro mi piacerebbe incidere insieme a Buchbinder le sonate di Beethoven e di Brahms"
.
Perchè il complesso della Rai, un tentativo di rilanciarlo?
"Aver sciolto le altre orchestre Rai nel '94 è stata una vergogna per la quale intellettuali critici e musicisti avrebbero dovuto gridare allo scandalo.
Dicevano che sarebbe nato un ensemble di livello internazionale: era fumo negli occhi".


Ughi tra l'altro non è ancora stato a controllare l'acustica della Grande Sala dell'Auditorium di Renzo Piano: "Ne hanno parlato bene ma mi è dispiaciuto per la sala media: poteva essere realizzata meglio. Perchè utilizzare mattoni al posto del legno?
Tutti sanno che è il materiale che riflette il suono per eccellenza.
Il problema è sempre lo stesso anche se mi dispiace ripetermi: in Italia non ci sono buoni esperti di acustica".


Teatro dell'Opera, piazza Beniamino Gigli, 1, te. 06.48160255




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