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L'INQUIETANTE CAMPANELLA
(di Alfredo Cattabiani)


Questa pianticella deve il nome alla forma dei suoi fiori azzurri volti verso terra, che si muovono su lunghi stili penduli al minimo alito di vento.
Appartiene al genere delle Campanulacee che annovera trecento specie; ma si distingue dalle altre per i fiori penduli e le foglie cuoriformi, sicchè in botanica è classificata come Campanula rotundifolia.
E' diffusa nei prati delle Alpi e dell'Appennino settentrionale sin oltre il limite degli alberi, in compagnia dei rododendri.

Ilare e lieve, ha ispirato il simbolo della Speranza, ma anche della Perseveranza per la sua capacità di resistere alle basse temperature di quelle altezze.
Pare, quando muove i suoi fiori lievemente colorati, che suoni come una campanella conventuale a chiamare le Clarisse alla preghiera comune, ma a volte ricorda, come ha osservato Gigliola Magrini, "un rintocco pasquale, uno di quei suoni larghi e trasparenti che vanno di campanile in campanile come nastri legati in fiocchi e gale, in lunghe sciarpe che si perdono fra le nuvole.
Rintocchi che non sono neppure un suono, ma piuttosto una sensazione: odore d'erba nuova, mandorli e peschi fioriti, uova di zucchero dipinte di rosso e blu ".

La campanella del demonio
Nonostante l'aspetto apparentemente gioioso e delicato, questo fiore ha evocato immagini poco rassicuranti, tanto da essere soprannominato "campana dei morti", quasi evocasse lugubri rintocchi.
Si favoleggia che chi eccezionalmente ne sente il tintinnìo, rabbrividisce perchè secondo una credenza popolare suonerebbe per lui l'ultima ora.

Si dice anche che le campanelle siato abitate da fate maligne sicchè un prato pieno di campanelle non è un luogo dove si possa impunemente sostare, perchè pervaso da incantesimi e malìe.
In Scozia questo fiore è detto popolarmente old man bell, campanella del demonio.
La sinistra nomea è comune a tutte le tubiflore dalla corolla cilindrica svasata sull'orlo.
"Sono piante di poveri frutti", osserva Giuseppe Sermonti "bacche o più spesso capsule secche.
Il frutto a capsula bruna ripiena di minuscoli semi fa di essi anditi misteriosi, aperture verso l'aldilà, dove le anime sono invitate a penetrare e poi, ridotte in sassolini scuri, racchiusi in cassette membranose.

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