|
Anima Amica
di John O'Donaohue
Verso una spiritualità dei sensi
Il vero ascolto è adorazione
Con il senso dell'udito ci mettiamo in ascolto
della creazione.
Una delle principali soglie della realtà è quella tra
suono e silenzio; tutti i suoni belli hanno il silenzio vicino,
dietro e dentro di sé.
Il primo suono che ogni essere umano percepisce è il battito del cuore
materno nelle scure acque del grembo; per questo il pulsare del
tamburo risveglia nell'uomo antiche risonanze.
Il suo suono ci consola perché ci porta al tempo in cui eravamo tutt'uno
con il battito del cuore materno, un tempo di appartenenza totale,
quando nessuna separazione si era ancora verificata ed eravamo in
completa unione con un'altra persona.
P.J. Curtis, la maggior autorità irlandese, sul rhythm and blues, ripete
spesso che la ricerca di un significato altro non è che la ricerca
dell'accordo perduto.
Quando il genere umano lo ritroverà, la dissonanza del mondo
verrà sanata e la sinfonia dell'universo raggiungerà la piena
armonia con se stessa.
E' stupendo avere il dono dell'udito; è stato detto che la sordità
è peggio delle cecità perché ci isola in un universo interiore di terribile
silenzio.
Anche se è possibile vedere le persone e il mondo attorno a noi,
non poter sentire i suoni e la voce umana è fonte di grande solitudine.
Esiste una profonda differenza tra ascoltare e udire: talvolta ascoltiamo
le cose, ma non le udiamo mai.
Il vero ascolto ci mette in contatto anche con il non detto o con
l'indicibile; le più importanti soglie del mistero sono
talvolta luoghi di silenzio: essere sinceramente spirituali
significa avere grande rispetto per le possibilità e la
presenza del silenzio.
Martin Heidegger dice che il vero ascolto è adorazione;
quando ascoltiamo con l'anima, entriamo in accordo con il ritmo
dell'universo, in unione con la sua musica.
Attraverso l'amicizia e l'amore impariamo ad accordarci al silenzio,
alle soglie del mistero dove la nostra vita penetra in quella dell'amato
e quella dell'amato nella nostra.
I poeti sono persone che si consacrano completamente alla soglia
dove silenzio e linguaggio s'incontrano.
Uno dei compiti essenziali del poeta è di trovare la propria peculiare
voce.
Quando cominciamo a scrivere, ci sembra di comporre testi raffinati, ma non
appena leggiamo versi di altri poeti, ci accorgiamo che hanno già scritto
poesie simili, che inconsciamente li stavamo imitando.
E' necessario un lungo lavoro per scartare le voci più superficiali del
nostro talento in maniera da entrare nelle cifra profonda, nella tonalità
della nostra Alterità.
Quando parliamo con questa voce profonda e interiore, parliamo veramente
dal tabernacolo unico della nostra presenza: c'è in noi una voce
che nessuno ha mai sentito, neppure noi stessi.
Concediamoci l'opportunità del silenzio e cominciamo a valorizzare
l'ascolto in modo da udire, nel profondo di noi stessi, la musica del
nostro spirito.
La musica è il suono più perfetto per incontrare il silenzio;
quando la ascoltiamo con attenzione, cominciamo a distinguere come
meravigliosamente costella e intesse il silenzio, come ne porta alla
luce il nascosto mistero.
L'eco della delicata membrana dove il suono incontra il silenzio
diviene percepibile.
Molto prima che l'uomo comparisse sulla terra, vi risuonava una melodia antica;
la musica è tuttavia uno dei doni più straordinari portati dagli uomini:
nella vera musica trova espressione l'antico desiderio della terra.
Il grande direttore d'orchestra Sergiu Celibidache ha detto: "Non creiamo
la musica; creiamo soltanto le condizioni perché possa apparire"
La musica soccorre il silenzio e la solitudine della natura; è una delle
esperienze sensibili più potenti, immediate e intime.
La musica è forse la forma artistica che ci conduce più vicino all'eternità,
perché modifica in modo immediato e irreversibile la nostra percezione del
tempo. Quando ascoltiamo una grande musica, entriamo nella dimensione
eterna del tempo.
La transitorietà, il tempo lineare e discontinuo svaniscono, ed entriamo
nel circolo dell'appartenenza con l'eterno.
Lo scrittore irlandese Sean O'Faolain ha detto: "Davanti alla grande musica
non abbiamo altra alternativa che vivere nobilmente".
|