di Herman Hesse
(da "Il gioco delle perle di vetro"(Saggio biografico
sul Magister Ludi Josef Knecht pubblicato insieme con i suoi scritti
postumi)
Le poesie dello studente
IL COMPITO
Regnarono in antico i pii sovrani
a consacrar l'aratro, i campi, i grani,
a esercitar le leggi tra i mortali
chiedenti la giustizia e i decretali
dei Celesti che regolano il moto
del Sole e della Luna, che hanno in sorte
la bellezza perpetua, ai quali è ignoto
il mondo del dolore e della morte.
Estinta da gran tempo la superna
progenie, l'uomo qui rimase solo,
lungi dall'Essere, in ebbrezza e duolo,
un divenire, una vicenda eterna.
Ma non perì l'idea di vita vera,
e spetta a noi di conservar col canto,
con tropi e simboli,entro a tal bufera,
l'usanza del rispetto sacrosanto.
Chi sa che un giorno il buio non dilegui,
chi sa che un giorno il tempo non s'adegui,
e il Sole, nuovo Dio, non ci diriga,
e doni dalle nostre mani esiga.
PER UNA TOCCATA DI BACH
Regno buio…. Silenzio primordiale….
Ed ecco un raggio dalle nubi in fuga
Slabbrate erompe, dagli abissi sale
Del cieco nulla, erige spazi, fruga
Dentro la notte, accenna vette e creste,
versanti e precipizi, e di celeste
tinge il cielo e consolida la terra.
Il raggio scinde per azione e guerra
Il germe pregno: attonito s'accende
Il mondo, e dove la semente scende
Della luce, magnifico si assetta
E si tramuta per cantar la gloria
Alla vita, e alla luce la vittoria.
E ancora avanza, risalendo a Dio,
l'augusto anelito col lavorio
dell'universo fino al Padre santo.
E si fa gioia e pena, lingua e canto,
mondi su mondi inarca a trionfale
duomo solenne, ed è lotta ideale,
felicità, natura, amor perenne.
da POESIE ROMANTICHE
CANZONI
Ho fatto poche canzoni
in vita mia,
le canto per me e per le ragazze
di notte vicino alla fontana
La prima è per la giovinezza
che rossa fiorisce ed irrefrenabile
e brucia di eterna nostalgia
conflitti ed avventure.
La seconda è per le calde
notti d'estate
e per tutte le belle donne
che ho pianto e corteggiato
La terza la intono col violino
in ogni città straniera,
per la nostalgia dello zingaro
che patria non ha.
IL VIOLINO NEI GIARDINI
Lontano da tutte le buie valli
giunge il dolce canto del merlo,
e in un muto tormento il mio cuore
ascolta e trema fino al mattino.
Per lunghe ore, illuminate dalla luna,
la mia brama sta in guardia,
soffre di ferite segrete
e si dissangua nella notte.
Un violino nei giardini manda
con arcata leggera il suo pianto fino a qui,
ed una profonda stanchezza
giunge liberante sopra me.
O violinista straniero che là in basso
piangi con aria sì tenera e cupa,
dove hai trovato la melodia
che contiene tutte le mie brame?
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