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Ad un bimbetto che si chiama Ugo ![]() (*) poesia dedicata a mio fratello Ugo in giovanissima età (5 anni) da una cinquantenne signora, una conoscente di famiglia che io ritengo sia stata la sua "prima Fan". la sorella Luciana Per strada, o in pasticceria ![]() incontro, a volte, una Signora ![]() quasi sempre in compagnia d'un suo bimbo, ancora piccolino che è veramente un simpatico bambino. Che sia anche proprio buono, non so veramente, come pure non so, se sia birichino. Quello che è certo, dico sinceramente con me, è educato, sorridente, - questo sia detto - è principio di vera bontà; è la base per essere un ometto. So anche che Ugo - questo è il suo nome - ha due sorelline - Luciana e Flora -. ![]() La mamma dice che questo gruppetto di demonietti a volte la fa ammattire, e così la povera Signora non sa come fare, che cosa dire all'uno o all'altra per farli ubbidire, per renderli un po' mansueti; per avere l'illusione d'avere tre angioletti Ma torniamo ad Ugo, mio piccolo amico: con questi miei versi, dettati dal cuore, vorrei egli comprendesse quanto dico, vorrei che si facesse onore, al contrario di altri bambini grandi come lui, quindi piccini ma maleducati, disubbidienti e birichini. Sai Ugo, io ritengo che tutti i bimbi sian belli, ma solamente quando non son monelli, quando danno retta ai genitori, quando sorridono, giocano spensierati ma sempre da bimbi buoni, bene educati. Immagino Ugo che tu abbia giocattolini quindi puoi giocare, almeno puoi giocare mentre devi pur pensare che altri bambini poveretti, giocattoli non hanno, e non hanno nemmeno dolcetti, perchè costano soldini e i loro genitori, a comprarli non gliela fanno. Sii dunque buono, se non lo sarai non so proprio cosa diventerai. Forse ti tramuterai in animaletto cattivo, peloso, repellente. E questo è ancora niente: potresti pure cambiarti in burattino di legno, con forma grottesca, tanto grottesca da dare nell'occhio...... Non pochi, anzi tutti, ti scambierebbero per Pinocchio ridendo di te.Purtroppo rideranno mentre mamma, papà, le sorelline, piangeranno, disperatamente piangeranno, ricordando il loro Ughetto quando era un bel maschietto! Tu dunque dammi retta; pensa che ho ragione nel dirti quanto dico, perchè ti voglio bene, piccolo amico. Termino la mia poesia facendo molti auguri a te, alla famiglia, ed anche accarezzando, ![]() questo non è Ughetto ma Francesco (detto "Ugo" dai compagni di scuola) che aveva, come Ugo, lo stesso ascendente sui gatti, specialmente neri e grigi.te in questo momento e lì la piccola gattina, compagna di giochi, la "Grisolì"!![]() M.Bersano |
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