foto Lino Biondi 1998:"Odolo, il maestro"
e un segreto comunicato dal demonio,
i ricami artistici sui vestiti sarebbero quindi una specie di rivincita
contro il demonio.

Nello stesso ordine di idee, parecchi osservatori hanno notato , l'amore con cui
gli zingari ornano, scolpiscono e dipingono le loro roulottes, con
simboli
rituali che permettono di affermare come la loro arte sia veramente
l'espressione di un sentimento religioso.
Non staremo poi a ricordare i numerosi pittori zigani e tra essi quelli che
hanno raggiunto la celebrità, o le mostre di
pittura zingara.
Quanto alla
musica, di sua
natura, essa si presta ancora di più a questa impregnazione religiosa diffusa
che è generale alla autentica vita zingara.

Infatti essa è
una delle occupazioni principali di tutti gli zingari,
nomadi
e sedentarizzati, al punto che laddove gli zingari sono ancora numerosi,
è generalmente ad essi e alle loro modeste orchestre che fanno appello gli
abitanti dei villaggi per animare le proprie feste e le proprie nozze.
Si può anche aggiungere che si tratta di un elemento essenziale del
carattere zingaro , tanto è generalizzato e spontaneo.
Curiosamente questo gusto musicale è specializzato.
Gli zingari non amano gli strumenti di rame o a fiato.
La loro predilezione si rivolge alla
chitarra, il prototipo dello
strumento individuale attraverso il quale lo zingaro esprime la sua
gioia e la sua malinconia, sia al
violino e ai suoi derivati;
una piccola orchestra normale ne comprende parecchi
(violino, violoncello ecc), a cui si aggiungono clarinetto e piatti.
La chitarra e l'arpa hanno pure i loro ferventi amatori
(anche il pianoforte presso i sedentari).
La storia della musica zingara è molto ricca; in alcuni periodi,
certe orchestre zigane hanno attraversato il loro momento di
celebrità; anche ai giorni nostri, la ricerca del folklore tradizionale
e dell'esotismo comporta una certa reviviscenza di complessi musicali zingari.
Ma quello che ci importa, è che l'arte musicale è intimamente legata alla vita
zingara; il bambino vi è subito sensibilizzato; egli è immerso in
un'atmosfera ritmata e musicale fin dai più teneri anni.
Così è normale che la mitologia zigana abbia unificato l'arte musicale
e lo strumento che la simboleggia più correntemente:
il violino.
Infatti ci sono molte belle leggende relative alla creazione del violino
che, se fanno intervenire elementi cristiani (ad esempio il diavolo),
sembrano tuttavia essere l'eco di antiche tradizioni che riallacciano
la musica ad interventi da parte di esseri sovrumani aventi lo scopo
di consolare l'infelicità umana.
La danza e il flamenco
Vediamo ora con esempi tipici quanto può produrre il senso della musica
tra gli zingari; parliamo del
Flamenco, come danza e musica propria degli zingari spagnoli,
i gitani.
Per quanto si possa discutere sulla sua origine, attualmente
il Flamenco
è inequivocabilmente patrimonio gitano.
Ecco cosa ne dice uno storico specialista del problema: "Non c'è alcuna base
per affermare che molti dei canti fondamentali del flamenco abbiano un'origine
puramente gitana….I gitani hanno probabilmente adattato al loro genio particolare
materiale raccolto sul posto . D'altra parte il ruolo che i gitani hanno
sostenuto nelle festività popolari dei secoli XV, XVI, XVII, e XVIII, hanno fatto
di essi i depositari del folklore autoctono , che hanno senza dubbio salvato
dall'oblìo…
In Spagna queste ricchezze folkloriche perpetuate grazie ai gitani sono
servite ad alimentare il tesoro del Flamenco.
Il ruolo dei gitani di Spagna è dunque sia conservatore che innovatore
poiché tutta la musica riedita da essi porta immancabilmente
la loro impronta….
Nel secolo XIX viene bruscamente riscoperto il folklore andaluso.
Le taverne frequentate dai gitani diventano a poco a poco caffè-concerto,
e
i gitani ricominciano a vivere di musica e danza.
Il Flamenco è noto: esso simboleggerà ben presto la rinascita della Spagna…
ma durante il suo sonno questo patrimonio musicale andaluso era diventato,
per i gitani di Spagna, la loro propria musica etnica.
Oggi i gitani di Castiglia, di Catalogna o del sud della Francia si
riconoscono in questa musica.
Essa appartiene a loro.
Nel Flamenco danza e musica, si ha l'espressione più tipica dell'anima zigana:
dramma tragico del gesto e della voce, attitudine fiera e altera dell'uomo,
piena di seduzione e di nobiltà anche nella donna.
Il ballerino di Flamenco non è tale se non vive interiormente il dramma
intero della sua razza, la cui tragica sorte non ne alterato l'innata
fierezza.
Notiamo infine il profondo legame del Flamenco con la mitologia
e la religione zigane: prima di tutto il tema del fabbro,
così legato alla vita zingara, e che appare in un ritmo che richiama
i colpi di martello sull'incudine
(Clicca sull'incudine)
(del resto questa fase del Flamenco è chiamata
il
martinete ossia il "maglio";
poi il tema religioso della Settimana Santa, che ha un posto assai importante nel flamenco
nella sua forma detta
Saeta, il cui il canto diviene un grido penetrante, lugubre e commovente. A titolo d'esempio ecco il testo di un martinete che riunisce i due temi:
Tra l'ostia e il calice io supplico il mio Dio;
che le miserie non mi opprimano come mi
hanno oppresso.
Affinchè il fabbro fiammeggi come un candeliere
d'oro, così fiammeggi il mio cuore;
se penso a te e piango, col dolore della morte
mi trascino in un angolo;
con le unghie della mia mano
io graffio il muro.
Se si può affermare che i "negro-spirituals" esprimono l'anima religiosa dei negri d'America nostalgici di un passato di libertà,
pensiamo che si possa dire altrettanto del Flamenco, che in forma logicamente diversa esprime il
senso religioso,
ossia
la tragedia della vita e della speranza in Dio, di questi nomadi emarginati dalla nostra civiltà
industriale ma portatori di valori che
noi non abbiamo nessun diritto di sottovalutare.a.r.
BUON ASCOLTO
LIVIANA:
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SERRANA:
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SEGUIRYIA:
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PETENERA:
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MARTINETE:
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TANGO:
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SOLEA:
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SEVILLANA
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TANGUILLO:
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SAETA:
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