sito amatoriale

HOME  "MUSICA E..."  STORIA

I DRUIDI
dal Atlante della storia: I Celti

Se la sicurezza dai nemici della tribù era garantita dai guerrieri e la sussistenza dall'elemento produttivo della popolazione (contadini, artigiani e mercanti) la vita pubblica e privata dei Celti era sotto il controllo dei DRUIDI, socialmente considerati insieme ai cavalieri al vertice della piramide sociale, anche se rispetto a questi ultimi sganciati dai meccanismi che la regolavano ed indipendenti.

Le loro prerogative erano vastissime presiedendo non solo al culto, ma esercitando anche la loro autorità nella sfera morale, e in quella culturale.
Erano infatti , con la possibilità di "specializzazioni", sacerdoti, astrologi, interpreti dei segni divini, ma anche giudici, maestri e uomini di scienza, tanto che risulta riduttivo definirli semplicemente dei "sacerdoti".

L'istituto druidico costituiva in effetti una caratteristica originale del mondo celtico , oltre che un elemento unificante nel suo particolarismo tribale e nella sua estensione geografica, dall'estremo nord dell'Europa alla Galizia.
Quest'ultima considerazione è suffragata dal fatto che periodicamente si tenevano delle assemblee di Druidi appartenenti a tribù diverse, che potevano essere anche in guerra fra loro.
Esonerati dal servizio militare e dai tributi, quando non celebravano i loro complessi e misteriosi riti "facevano scuola" all'aperto, richiamando da ogni parte giovani e uomini fatti che accorrevano spontaneamente ad ascoltare i loro insegnamenti e spontaneamente si sottoponevano ad una disciplina molto dura: Cesare ci dice che alcuni prolungavano l'impegno nell'apprendimento fino a venti anni.

La trasmissione del sapere era essenzialmente orale e basata sul continuo esercizio della memoria, anche se sappiamo dell'uso generalizzato in Gallia, dell'alfabeto greco.
Scopo principale dell'insegnamento druidico era la conoscenza della natura, delle sue energie, telluriche e cosmiche, delle sue leggi e dei suoi ritmi.
Da ciò nasceva un rapporto molto stretto, rispettoso ed armonioso con l'ambiente, paragonabile a quello degli Indiani d'America.

Nel dirimere le controversie pubbliche o private, i Druidi, valutati i motivi del contendere, stabilivano le pene per i colpevoli ed il risarcimento dovuto agli offesi, sia che si trattasse di reati "penali", fino all'omicidio, o "civili", come le questioni di eredità o di confine.
Se il singolo o anche un'intera tribù non accettava il loro verdetto essi ricorrevano alla massima pena: l'interdizione dai sacrifici.
Ciò comportava per chi ne era colpito, il totale isolamento dal resto del popolo, perchè da qualsiasi contatto con l'empio sarebbe venuta una contaminazione.

Ma l'azione dei Druidi mirava ad essere soprattutto preventiva ed in ciò era collegata alla loro funzione di sacerdoti e di maestri.
Lo storico greco Diogene Laerzio, vissuto nel I secolo d.C., così ricorda infatti le parole di uno di loro, in una sintetica autopresentazione: "Il nostro insegnamento è venerare gli dèi, non commettere ingiustizie e mantenere sempre una condotta virile".

Il potere dei "filosofi"
Oltre che da Cesare, abbiamo notizie sui Druidi dallo storico grecoDiodoro Siculo che, nel farne la presentazione che segue, li assimila a quelli che per il suo popolo erano "gli amanti della sapienza", vale a dire i filosofi.

"Ci sono anche alcuni flosofi ed esperti in materia di religione, che chiamano Druidi e sono fra loro molto onorati....Non soltanto in tempo di pace, ma anche in guerra obbediscono a questi uomini e ai cantori più che a tutti.
A tale obbedienza si sottopongono non solo gli amici, ma anche i nemici e molte volte, quando per esempio due eserciti si fronteggiano con le spade sguainate e le lance in resta, questi uomini avanzano nel mezzo e riescono a far cessare la battaglia."


E-mailinfo@utoughifanclub.it