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<IL GRILLO
(Da Volario di A: Cattabiani
IL CANTORE DELLA LUNA: IL GRILLO


Il cantore lunare
Se la cicala ha suscitato tanti miti, favole, simpatie e antipatie,
il grillo (Gryllus, della famiglia Gryllidae) ha lasciato stranamente
indifferenti gli scrittori e i mitografi occidentali antichi.
Appare soltanto su alcune monete dei Messeni dove è un simbolo
religioso, probabilmente collegato a Persefone-Core che era venerata
da quel popolo.
Eppure il suo suono dolcissimo, argenteo, più discreto di quello
della cicala, com'è la luce della lna rispetto a quella solare,
il suo suono che favorisce la quiete, invita a tranquille
contemplazioni nel fresco delle notti estive e si spegne
con l'avanzare del primo autunno (che struggente quest'ultimo
stanco "cri-cri" che sentivo tanti anni fa echeggiare
sulla collina torinese verso la metà di ottobre!)
non ha evocato divinità né ninfe.
Nemmeno Artemidoro ne parla nel suo libro quasi che
nessuno avesse mai sognato i grilli.
Plinio ed Elianosi limitano a brevissime citazioni:
il primo riferisce che "fanno buchi nei focolari
e nelle pareti e, di notte, emettono un grido stridulo".
Acuto - chissà per quale motivo - lo definisce a
sua volta Eliano.
Nonostante la disattenzione degli scrittori classici si può
congetturare che fin dai tempi antichi lo sia considerato
in Occidente apportatore di felicità perché nel linguaggio
popolare è detto anche "cavallo delle fate" e in Francia
le cheval du bon Dieu, il cavallo del buon Dio.
In Cina il grillo, che depone le uova sottoterra,
dove vive in forma di larva per uscirne come insetto,
rimanda al triplice simbolo della vita, della morte e
della metamorfosi in un'altra dimensione cosmica;
e la sua presenza nel focolare è considerata come
una promessa di felicità.
Nelle campagne lo si conservava fino a qualche decennio
fa in scatolette dove veniva allevato per allietare
col suo canto.
http://www.regione.emilia-romagna.it/agricoltura/pubblicazioni/bestiario/grillo.htm
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