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![]() Non è poi una gran balena, una balena che pesa circa trenta tonnellate, visto che le più grandi arrivano a centotrenta, ma se vi parlo proprio della megattera una ragione c'è, ed è che questo cetaceo è un poco anche "mio". Considero infatti miei quegli animali che ho posseduto, che ho studiato, o almeno che ho potuto osservare, ed è di loro che più volentieri parlo. Però, siccome evidentemente sono un tipo possessivo, va a finire che diventano un po' mie perfino le specie studiate dai miei allievi, pure se certe volte le conosco solo di riflesso. Chissà, sarà un caso di appropriazione per "parentela culturale". Molto vecchio stile baronale, no? Comunque, è bene che lo dica, io una megattera viva non l'ho mai vista. E' sì vero che anni fa un tale Payne mi fece ascoltare l'allora stupefacente registrazione del loro canto, ma tutto finì lì. Poi, qualche anno dopo, Giuseppe Notarbartolo decise che lui assolutamente voleva studiare il comportamento dei cetacei. Così prima se ne andò in California a farsi le ossa in un oceanario, poi riuscì a entrare in un progetto dell'Università delle Hawaii per censire, seguire le rotte migratorie e studiare il comportamento sociale della megattera. Ora è tornato a darmi un saluto, e se n'è già ripartito per il Venezuela per fare una cosa simile con un'altra specie di balena. ![]() Notarbartolo a volte le balene le seguiva, le censiva, con un aeroplanino, a volte invece, più da vicino, con un gommone , e poi in acqua. Le megattere arrivano ai tropici, dal nord Pacifico, isolatamente tra novembre e dicembre. Qui, nelle acque calde, entro gennaio nascono i piccoli, lunghi cinque metri circa, ed inizia la prima socialità. Il primo nucleo è appunto la mamma col bambino, ma presto compare un terzo individuo (il padre?) che agisce attivamente da "scorta", interponendosi tra quel gruppetto e ogni intruso. E sa far ben di più: quando è in quella posizione emette una scia di bollicine che ha la funzione di una cortina fumogena di protezione. Col passare del tempo, poi, altri individui s'aggiungono, così che ogni gruppo supera la decina di unità. Tra metà febbraio e marzo inizia la stagione degli amori e dei canti. Mi raccontava Notarbartolo la strana sensazione che si prova stando allora nell'acqua: tutto sembra che vibri per il basso muggito delle megattere, muggito che si prolunga alzandosi in un mielato acuto da soprano. Le balene, sul fondo, s'accarezzano con le lunghe pinne pettorali; poi, improvviso, l'accoppiamento che è un rapidissimo volo fuori dall'acqua: i grossi animali si congiungono ventre contro ventre, sollevati a perpendicolo sul mare. Infine, in aprile, se ne tornano al nord, a filtrare le acque affollate di piccoli crostacei. Il tempo dei canti e della socialità è finito. Traccia della megattera sarà solo lo sbuffo dell'umido respiro e la nuvola bianca del vapore concretizzato sulla grigia isola vagante. ![]() |
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