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UGHI SPETTACOLARE, NON SOLO COL VIOLINO

Aneddoti ed interruzioni fuori programma per un concerto in chiave quasi teatrale



da: "Il Giornale di Brescia" di giovedì 14 dicembre 2006

di Egidio Bonomi

Brescia
Applauditissimo il grande solista col bravo pianista Specchi, al Grande per iniziativa di Fin Beton.

Uto (Ughi) un nome che parrebbe l'abbreviazione, in suffisso di Benvenuto.
Si benven....Uto, ancora una volta a Brescia, città che è un po' sua, con una casa sul Garda e scuola, alta scuola, a Gargnano, in tempi andati.
Per lui ovazione finale, tutti in piedi, e due bis.

Disponibilità e simpatia, armi che conquistano, ma anche talento che non si scopre oggi , ci mancherebbe, con quel tanto di teatralità (occhi chiusi sul violino, zazzera quasi ex bionda trafelata, ondeggiar della testa a seguire le parti per solo piano...) che fa parte dello spettacolo ed attira piacevolezza. Si aggiunga un programma collaudatissimo, eseguito più volte da Uto Ughi; uno strumento, uno dei due, d'inestimabile valore con le firme eccelse di Stradivari e Guarnieri del Gesù, un pianista - vada subito la sottolineatura per Alessandro Specchi - in perfetto assetto di volo , nel ruolo sempre arduo, in ombra ma succulento della spalla accompagnatrice, e la serata, definita straordinaria, ritrova nell'aggettivo, piena legittimazione.

Pubblico ben diverso dal solito che calca la rossa moquette del Grande, più eterogeneo, ma non meno assorto e rapito dal virtuosismo ughiano, con un applauso fuori corso nel bel mezzo della Sonata in la maggiore di Cesar Franck, credendo che fosse finita e lui, violinista imperturbabile, a frenare gli scrosci palmari con un sorridente avviso: " Ci sono ancora due tempi!".

Bellissimo, spettacolo nello spettacolo.

Ughi ha contravvenuto anche ad un'altra regola dei concertisti: prima d'ogni brano ha offerto un breve commento sull'autore e sul pezzo, conditi di brevi aneddoti d'estremo gusto, come quello del monaco che va a Parigi per convertire una nobildonna di mondo di bellezza rimescolante, e se ne innamora perdutamente suggerito prima del tris, un brano, "Meditation" tratto da Thais di Massenet ,da perfetto innamorato. La meraviglia scaturisce dal fatto che l'affabulazione col pubblico non depone per la concentrazione ; invece il violinista non ha fatto una piega, prontissimo ad "entrare"nel pezzo come se ci avesse ruminato sopra, meditabondo.

Apertura del concerto con una composizione curiosa: Preludio ed allegro di Pugnani, che il grande violinista viennese, Fritz Kreisler, aveva contrabbandato per quello di Pugnani, avendolo composto nello stile del XVIII secolo.
Una presa in giro dei critici, uno dei quali s'era avventurato nella critica, appunto, dicendo che non era coerente con l'autore.

Kreisler si divertiva a comporre e ad attribuire a grandi compositori le sue opere, dicendo d'averle scovate in fondo a qualche sperduta biblioteca.

Un brano con qualche reminiscenza romantica, nel Preludio e poi pienamente "barocco" nell'Allegro.

Secondo pezzo, la celebre Sonata in la maggiore di César Franck, il più grande organista franco-belga del romanticismo, ma senza cadere nella melassa dello Sturm und Drang per mantenere invece, un mirabile equilibrio fra classicismo e romanticismo.

Uto Ughi lo ha reso divinamente, ma anche il pianista, Specchi, pronto nella rincorsa del tema su sei note, in chiacchiericcio fra piano e violino.

La Sonata in la minore opera 27 n. 2 di Eugenie Ysaye, per solo violino, ha dato la misura del virtuosismo Ughiano: Obsession, Malinconia, Danses des ombres, les Furies, alcun titoli dei brani, per dire di una visionarietà allucinata del compositore, ma pure di coloritura ed espressione ritrovabili in pittura negli impressionisti.

Romanticismo esaltato con Antonin Dvorak massimo compositore cecoslovacco.

I suoi "Quattro pezzi romantici" op. 75, richiamano canti e danze della sua terra.
Nostalgia, malinconia, amore struggente come un crepuscolo d'autunno.

Sorpresa finale con Introduction e Rondo capriccioso (fuori programma) di Camille Saint Saens, in avvolgente equilibrio tra virtuosismo e melodia.

Dell'autore-violinista Pablo de Sarasate il bis "Fantasia sulla Carmen" op. 25 tratto dalla famosa opera di Bizet.
Del tris si è già detto.

Benvenuto Uto!


E-mailinfo@utoughifanclub.it