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L'OMAGGIO DI UTO UGHI A STERN
"I ragazzi non rifiutano la musica classica,
semplicemente la ignorano.
Una serata nel nome del grande violinista e di Giulini all'Opera di Roma.
ROMA - Con la serata in onore di Isaac Stern (pensata un anno fa, ben prima
della sua scomparsa) e di Carlo Maria Giulini, all'Opera di Roma si avvia
a conclusione l'"Omaggio a Roma", rassegna voluta da Uto Ughi e destinata
ai giovani.
Un diplomatico americano ha ritirato il premio per conto di Stern, mentre
Giulini è salito sul palco.
Due personalità affascinanti, vicine per un'idea di religiosità che tracima
dalla loro musica.
"Stern - ricorda Ughi - veniva dal mondo ebraico russo, Giulini ha
estrazione cattolica, ma in entrambi si ritrova il rigore quasi ascetico,
sacerdotale, l'integrità morale, l'entusiasmo per i giovani
E poi Stern aveva un suono sacrale, mistico".
Ughi oltre a suonare, tanto
che chiuderà la rassegna domani sera assieme al pianista Buchbinder nel
concerto conclusivo al Teatro Olimpico (mentre domani pomeriggio si esibirà
con un'orchestra di 17 elementi durante la preghiera della pace in
Campidoglio davanti ai rappresentanti di varie religioni, in diretta dalle
16 su Radio Vaticana), ha mostrato le immagini del documentario
"da Mao a Mozart" che Isaac Stern girò in Cina.
"Dopo la rivoluzione culturale in Cina, Stern fu il primo artista
occidentale a tenere un seminario per i giovani a Pechino.
Al tempo di Mao, Beethoven si suonava negli scantinati, era considerato
decadentismo borghese".
Anche Uto Ughi si è sempre adoperato per i giovani, e a Roma per esempio
i biglietti sono gratuiti, "perché uno dei motivi per cui i ragazzi non
vanno ai concerti è che i biglietti sono cari.
Rifiutano la musica classica? No, la ignorano. Mi rendo conto che i nostri
12 concerti sono una goccia nel mare.
Le prove sono aperte, spiegare la musica è un passo importante. Un mese fa
ho incontrato il ministro della Cultura, Giuliano Urbani.
Mi è sembrato interessato, poi c'è stata l'estate, la tragedia americana.
Mi sono anche reso disponibile per una consulenza.
Io sono ottimista. Il fatto è che a parole sull'assenza della musica
nelle scuole ti danno tutti ragione, poi resta tutto come prima.
Non è nemmeno un problema di destra o sinistra, di etichette politiche.
Quando suono, davanti a me vedo più che altro anziani. Non c'è ricambio.
Un patrimonio che potrebbe fare la gioia di milioni di giovani, e non si
fa niente per farlo conoscere.
In Spagna ogni cittadina ha una sala di musica degna del Giappone o della
Germania".
Per il nuovo Auditorium di Roma, il sindaco Veltroni ha chiesto di
allargarsi ad altri generi proprio per stanare i giovani.
"Veltroni è stato vicino, anche economicamente, con 200 milioni, alla mia
rassegna. Ma la musica classica a Roma aspetta l'Auditorium da più di 60 anni".
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