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UN TRIOFO PER SCIMONE, I SOLISTI VENETI E UN GRANDE UGHI IERI AL SOCIALE DI TRENTO
Indimenticabile serata di musica

di Monique Ciola:
Era annunciata come una grande occasione, e lo è stata: la trasferta in Trentino del "Veneto Festival"
si è conclusa trionfalmente.
Teatro Sociale in piedi, ieri sera, per applaudire la grande performance del violinista Uto Ughi
e dell'orchestra i Solisti Veneti, diretta magistralmente dal Maestro Scimone.
Due ore di musica eseguita divinamente da veri talenti artistici per una grande occasione culturale.
Binomio perfetto quello di Ughi e dei Solisti che sfrutta l'ascolto reciproco ed un altissimo livello
interpretativo ed un'intesa che sa emozionare.
La prima parte della serata ha visto l'esibizione dell'orchestra nel concerto op. 11 n.8 di Bonporti
e nella Sinfonia "la casa del diavolo" di Boccherini.
Convincente l'esecuzione di Bonporti, in una scena sonora e timbrica dove la filologia barocca e
le sonorità degli strumenti moderni si conciliano in un risultato emozionante.
Estremi i colori in Boccherini, brano in cui gli orchestrali dimostrano un'attenzione senza riserva
alla bacchetta del direttore.
Ogni minimo gesto di Scimone ottiene il risultato voluto da un forte impetuoso ad un pianissimo
inimmaginabile.
Nella seconda parte della serata entra in palcoscenico Uto Ughi che pronuncia un "Buonasera a tutti"
tra gli applausi scroscianti del teatro al completo.
E cosi' sempre ad occhi chiusi comincia a suonare il suo Stradivari "Kreutzer" incantando il
pubblico.
Prima Mozart con il concerto in sol maggiore, poi Sphor con il concerto in la minore
"Come una scena lirica".
Il talento di Ughi è indiscutibile sia per la gamma infinita di timbri sia per i virtuosismi
che scorrono sotto le sue dita, ma è soprattutto con i movimenti lenti dei Concerti che il
silenzio del teatro rivela magicamente l'emozione che il violinsta riesce a suscitare nel
pubblico.
Il concerto termina con un applauso lungo cinque minuti, una vera e propria ovazione per un artista
geniale e per un'orchestra ottima.
Seguono due bis: Beethoven: romanza op.50 e Paganini: variazioni su capriccio n. 24.
Non poteva mancare infatti il finale di puro virtuosismo per un musicista che ancora
affascina e strabilia nell'esecuzione del Capriccio n. 24 del diavolo genovese.
Rimane l'apprezzamento di Trento per questa straordinaria occasione: il tributo a Bonporti, "gentiluomo di Trento"
che se ne andò dalla sua città natale dove era poco compreso, per approdare in Veneto dove
morirà a Padova.
Ancora più significativo quindi il tributo portato nella città dai Solisti Veneti che hanno collaborato
con Antonio Carlini e la Filarmonica di Trento, nella pubblicazione delle opere di Bonporti che
dopo secoli, gli sono state giustamente riattribuite.
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