LEZIONE ALL'UNIVERSITA':
IL VIOLINISTA AI PROFESSORI:"Non annoiate i vostri allievi"
da "LA STAMPA del 10 Aprile 2002 di Armando Caruso
Torino 9.aprile 2002
Uto Ughi, uno dei maggiori violinisti viventi sale in cattedra all'università
di Torino per i ragazzi del Dams, nell'aula 37.
E alle 11 comincia un'ora di "divertimento" sano, serio, intellettuale, umano,
quasi confidenziale.
Ughi, felice di parlare ai ragazzi e ai professori ("mi sento stimolato più
che in concerto"), dialoga con il professor Paolo Gallarati ,
di musica e musicologia si confronta col pubblico, non sempre condivide,
affronta il tema della musica come materia d'insegnamento nelle Materne,
Elementari e Medie, annuncia di aver parlato con il ministro Letizia Moratti,
che gli ha promesso (nelle scuole la musica avrà pari dignità con le altre
materie");
si duole che Giuliano Urbani "non mi abbia dato troppa retta".
Uto Ughi che l'altra sera è stato protagonista di un applaudito concerto
a Torino, parla con freschezza e Paolo Gallarati critico della Stampa
si improvvisa "cronista d'assalto".
Inevitabile l'argomento "situazione musicale in Italia ".
Ughi: "Nel nostro Paese non si è ancora preso coscienza dell'immenso
patrimonio culturale.
In Giappone, Suzuki (morto nel 1998) studiava il suono della natura,
il fruscìo degli alberi, il canto degli uccelli, ed ha creato il
metodo Suzuki.
A Torino c'è la sezione diretta da Antonio Mosca (presente in aula),
che svolge un'azione benemerita".
Predica Uto Ughi: "Studiare con docenti che non affliggano gli allievi
con il solfeggio e soprattutto non siano noiosi".
Considera Bach e Paganini i pilastri dell'architettura musicale; paragona
Bach a Dante e Beethoven a Leopardi;
organizza a Roma concerti gratuitamente aperti ai ragazzi;
vuole che le prove dei concerti siano aperte ai ragazzi delle scuole.
Si lamenta : "I ragazzi disertano le sale da concerto, il pubblico
invecchia e le associazioni invitano sempre i grandi nomi, dimenticando che
i musicisti non sono solo all'estero ma anche in Italia.
La nostra è una miniera inesauribile di talenti".
La musica antica suonata con strumenti originali?
"Ci sono molti imbroglioni che spacciano per filologici stili che non
conoscono.
Sono contro gli "specialisti" , amo i musicisti che adattano la loro
sensibilità ai nuovi periodi".
L'interpretazione? " Trovo Bach un grande padre del Romanticismo".
Una spettatrice: perché si trovano i dischi di Accardo e mai i suoi?
"Lo chieda ai discografici, ma non vorrei - dice ridendo - che lei ce
l'avesse con Accardo".
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