|
Uto Ughi: impegno per la musica
Non perde occasione il grande violinista per richiamare i pubblici amministratori ai loro doveri per la musica
da "Da AMADEUS ON LINE(www.amadeusonline.net)"
Con l’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica e pubblicata
nella pagina degli spettacoli il 30.8 il maestro Uto Ughi dimostra
ancora una volta la propria coerenza e occorre dargliene atto.
È noto che il violinista non si risparmia nel dare il proprio contributo
alla diffusione della musica.
Il suo impegno non si limita solo a sterili dichiarazioni e a
prese di posizione, ma egli svolge una attività costante di
messaggero della musica in ogni occasione.
Particolarmente apprezzate sono le sue lezioni concerto seguite
fino ad oggi da migliaia di ragazzi.
Ma Uto Ughi sa anche che questo non basta. Nemmeno se tutti i musicisti italiani in carriera (non sarebbe male però) si mettessero a offrire il proprio contributo con lo stesso spirito e con la stessa abnegazione del maestro Ughi, riusciremmo a portare il nostro paese fuori da questo pantano.
Avevamo tempo fa, sulle colonne di Amadeus, inviato una lettera aperta
al maestro Ughi in quanto, riferendoci alle dichiarazioni rilasciate
da alcuni illustri musicisti alla stampa, ritenevamo che si desse
troppa importanza alla televisione e meno alla scuola come causa
di questa situazione di analfabetismo musicale.
È quindi con piacere che leggiamo in questa intervista che
il maestro pone fiducia nel ministro Letizia Moratti che
«ha promesso l’introduzione dell’insegnamento della musica
nelle scuole.
Sarebbe un bel passo avanti»
Avendo perso le speranze di poter coinvolgere nelle proprie iniziative
di divulgazione e di amore per la musica colta altri
responsabili della pubblica amministrazione
(il ministro Urbani che «taglia pesantemente il Fonfo Unico
per lo Spettacolo e Gabriella Carlucci che
«considera la classica alla stregua dei circhi e delle canzonette»)
si rimette alla responsabile della pubblica istruzione
alla quale anche noi abbiamo rivolto un appello
che speriamo possa essere accolto e diventare il
fiore all’occhiello della prossima riforma.
|