|
|
Il grande violinista al Comunale interprete assieme ai giovani del Conservatorio
UTO UGHI SUONA CON IL FUTURO
Scroscianti gli applausi durante tutto il concerto
da:
La Nuova Ferrara del 14 aprile 2006 (venerdì)
di Margherita Goberti
Ferrara
Da un primo annunciato programma previsto per il concerto del Maestro Uto Ughi, l'altra sera al teatro Comunale si è passati ad
una seconda scaletta non meno irta di difficoltà esecutive che, se fosse stato possibile, ha dimostrato ancor più le qualità del
grande violinista italiano.
Il cambiamento dovuto ad un disguido telematico - come ha annunciato Giorgio Fabbri direttore del Conservatorio Frescobaldi, ha proposto quindi in apertura, la
Sonata in re maggiore di Haendel e la Sonata n. 3 op. 108 di Brahms per la prima parte e nella seconda di Mozart la Sonata in sol maggiore, la Suite
italienne di Stravinskij ed a conclusione di Saint Saens, l'Introduzione e Rondeau capriccioso.
Poi, quando, concesso il bis, un famoso brano della Carmen di Bizet, sembrava che il concerto fosse finito, ecco apparire sul palcoscenico
cinque futuri violinisti in erba di età fra i 4 e i 5 anni che, troppo assonnati per esibirsi, hanno solo ascoltato la sorpresa della serata, gli allievi
più grandi: cioè il corso dagli 11 ai 15 anni interpretare la Primavera di vivaldi insieme al grande Maestro, che prima di esibirsi, come primo violino dell'insolita
orchestra, ha lodato l'attività del nostro Conservatorio dove era stato ospite al mattino.
Una "formazione" inaspettata per questi ragazzi che potranno un giorno dire di aver suonato con Uto Ughi, dopo averlo ascoltato dalle quinte, durante
un concerto che rimarrà scritto nelle pagine d'oro del loro Istituto.
Non scorderanno mai quel suo modo "rapito" di suonare quasi sempre ad occhi chiusi ed a memoria; avranno sempre davanti la sua figura elegante e la
qualità del suono dalla cavata inconfondibile nei tempi lenti e negli adagi; oppure il modo brillante e virtuosistico di rendere quelli veloci.
Un interprete che, pur puntando sull'emozione,si misura con brani difficili come la Suite di Stravinski o la Sonata n 3 di Brahms dove la mano veloce è in grado di realizzare incredibili
armonie che solo chi era presente, può avere assaporato intimamente in una platonica ma efficace unione spirituale con il Maestro.
E quindi, ai ringraziamenti che Florio Ghinelli ha rivolto a chi ha permesso che si realizzasse un simile avvenimento (Fondazione Carife Carife Spa comune e
Provincia), sono andati anche quelli del pubblico numerosissimo che, non potendosi esprimere in altro modo, ha sottolineato l'esecuzione con forti applausi
rivolti anche al pianista Alessandro Specchi.
|
|