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HOME Rassegna stampa da: Il giornale di Brescia di mercoledì 11 agosto 2005


UGHI TALENTO CONFIDENZIALE


di M. Bizz:
Gargnano
Ecco Uto Ughi di ritorno dalla "sua" Gargnano con i "suoi" Filarmonici di Roma: domenica e lunedì il violinista innamorato del Garda ha tenuto due brillanti concerti nella capiente sala Mozart, dove ancora una volta si è registrato il "tutto esaurito".

Quest'anno le apparizioni di Ughi nel Bresciano sono state numerose: dapprima al Festival Pianistico, poi all'Estate di Salò, infine a Gargnano.

Ma è soprattutto in questa località che il famoso solista ha instaurato uno speciale rapporto col pubblico, un'atmosfera rilassata, si direbbe perfino confidenziale che ha felicemente caratterizzato gli ultimi concerti. Nella prima serata Ughi e l'orchestra dei Filarmonici hanno interpretato il ciclo completo delle "quattro Stagioni" di Vivaldi.

Come già avvenuto a Salò, il violinista ha preso la parola per spiegare agli ascoltatori gli ingegnosi effetti illustrativi realizzati dal Prete Rosso in queste fortunate composizioni.

Anche lunedì Ughi s'è rivolto al pubblico, in più riprese offrendo notizie sui compositori e sui brani di volta in volta eseguiti.

Ma a rafforzare il clima amichevole ed informale sono stati soprattutto gli ammonimenti rivolti ad alta voce agli orchestrali.

"All'italiana" raccomandava Ughi nel secondo tema, cantabile, del Moderato iniziale del Concerto in la minore di Viotti, oppure: "piu' suono, piu' suono" nel motivo di apertura dell'Adagio o ancora: "piano, piano" nell'accompagnamento mormorante della "Meditation" di Massenet.

Il programma del Concerto, assai libero nella sua articolazione,era davvero piacevolissimo.

Dapprima l'Orchestra dei Filarmonici di Roma ha proposto senza direttore la melodiosa Sinfonia op. 3 n.1 di Johann Christian Bach, ripartita in tre movimenti con minuetto finale.

Poi, accolto da forti applausi, è entrato Ughi, solista e direttore, per eseguire il Concerto n. 22 di Viotti, di cui ha ben sottolineato i contrasti fra morbidezze liriche e slanci virtuosistici.

Nella seconda parte si è ascoltato l'amabile Schubert dell'Adagio e Rondò per violino ed archi interpretato con verve rossiniana.

I brani seguenti "Preludio" e "Allegro" e "Zingaresca" rispettivamente composti da eccezionali virtuosi quali Kreisler e Sarasate, hanno permesso al solista di sbrigliare la sua scintillante bravura.

Alla fine del concerto, in luogo delle previste "Danze ungheresi" di Brahms, è stata eseguita la "Meditation" per violino ed archi da "Thais" di Massenet.

"A questo punto noi pensiamo, forse di aver finito", ha annunciato dopo l'esecuzione Uto Ughi, ma l'entusiasmo del pubblico ha indotto i musicisti a proporre un altro fuori programma. L'Adagio dal Concerto dell'Inverno di Vivaldi.


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