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LA CONTESTAZIONE: Musica e protesta ovazioni per Ughi fischi alla Moratti



"Da ;"La Repubblica ROMA" del 02.10.2002 di Giovana Vitale


ROMA 02.Ottobre 2002

Fischiano gli studenti romani, esplodono in un boato d'insulti onomatopeici, e si capisce che non gradiscono.
Nella basilica di Santa Sabina all'Aventino, dove un migliaio di ragazzi si sono dati appuntamento per la lezione concerto di Uto Ughi organizzata dalla Provincia, ha appena fatto il suo ingresso il ministro dell'istruzione Letizia Moratti.
Algida come sempre, elegantissima nel suo spolverino bianco su pantaloni neri, "miss Riforma che scontenta tutti" arriva per parlare della "centralità che la musica avrà nelle scuole": quale platea migliore di questa, studenti e professori riuniti insieme per assistere all'esibizione del più noto violinista italiano?
Il pubblico, soprattutto allievi delle medie e supriori di Roma, non le lasciano neppure il tempo di entrare: la vedono e fischiano, fischiano mentre legge il suo discorso, conclude e fischiano.
Tanto da costringere l'assessore allo Spettacolo Leonardo Catarci a un intervento riparatore: "Non è carino, applaudite il ministro".
Un concerto per sibili e ululati che quasi toglie la scena a quello in programma ieri mattina, la lectio magistralis per Stradivari di Uto Ughi. Che, prima e dopo, si concede alla voracità degli studenti, rispondendo alle tante domande su "cosa si deve fare per diventare bravi come lui" e "come insenerebbe la musica in classe, se potesse".
Seducente in giacca azzurro acceso, il maestro s'infiamma sviscera un amore "che richiede passione, sacrifici, ma che non ha bisogno di parole, basta ascoltare".
Allora ecco La Primavera e l'Estate tratte dalle "Quattro Stagioni" di Vivaldi, emozione pura che rimbalza sugli archi dei giovani concertisti che accompagnano l'illuste solista: nessuno fiata, la basilica sembra deserta, mille ragazzi inghiottiti da quelle note che "non pensavano potessero piacermi così tanto".
Una selva di occhi puntati su Ughi che declama i sonetti sui quali la sinfonia è composta, fa ascoltare - riprodotti dal suo violino - il rumore dell'acqua, il canto del cardellino, il rombo del fulmine.
Come la parola diventa musica: linguaggio universale che per un'ora conquista e ammutolisce la platea. "Bellissimo" dirà alla fine Giada, scientifico Primo Levi, "anche se però il pop è un'altra cosa".

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