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DISCORSO DEL MAESTRO UGHI all'inaugurazione del IV anno accademico dell'Ateneo(2001-2002) dell'Università dell'Insubria (Varese 12.3.2002)


Uto Ughi a Varese 12.3.2002




"Da INTERNET"


Sono profondamente onorato di ricevere questo alto riconoscimento da parte di una istituzione accademica, qual' è appunto l'Università dell'Insubria che si prefigge lo scopo di formare i giovani nelle diverse discipline che attengono alla comunicazione.
Nell'esprimere la mia gratitudine al Rettore e alle Autorità qui presenti desidero farmi portavoce, in questa particolare occasione, delle urgenze più impellenti che oggi rendono problematico, sotto molti aspetti, il messaggio di un artista.
So, per diretta esperienza, che la comunicazione della musica, cosiddetta "colta", passa attraverso canali complessi.
Tra questi, l'alfabetizzazione in età scolare costituisce il presupposto indispensabile per l'acquisizione di un linguaggio che non è tra i più semplici.
La consuetudine all'ascolto, oltre alla pratica di uno strumento, è utile inoltre ad educare il gusto e contribuisce all'affinamento di una sensibilità percettiva che non limitandosi esclusivamente ad emozioni epidermiche, costituisce la disposizione ottimale per un successivo più consapevole approfondimento dei valori che da sempre hanno ispirato la grande musica.
E' importante che questo patrimonio inestimabile, rappresentato dalle opere musicali, conservateci nel corso dei secoli a testimonianza delle più alte vette raggiunte dalla civiltà umana, non vada disperso, non sia ignorato da coloro che oggi si preparano ad affrontare il mondo di domani.
Troppo d'ogni genere (spesso infimo), sono le sollecitazioni che questa società di massa trasmette ai giovani.
Le nuove tecnologie, i mezzi sempre più rapidi di comunicazione ne favoriscono l'assimilazione indiscriminata.
Per questo, forse, è urgenza quanto mai attuale la capacità di imparare e discernere.
L'educazione alla musica deve rientrare in tali prospettive.
Conoscere e praticare questa arte significa avere la possibilità di esprimersi attraverso il linguaggio privilegiato perché, più degli altri, è universale e, più degli altri, riesce ad arrivare direttamente all'anima.
Oggi c'è grande sete di spiritualismo ed è esigenza che nasce dall'insoddisfazione che il dominio sempre più assoluto sulla materia produce.
Tale aspirazione va coltivata, senza indulgere a pericolosi e inutili fantasmi, ma nella consapevolezza dell'innata capacità che ogni uomo possiede di migliorarsi.
Attraverso la disciplina e lo studio diligente le qualità, i talenti di cui si è dotati alla nascita, verranno esaltati.
La storia della musica, in merito, ha in Johann Sebastian Bach un esempio eloquente.
Gli esiti altissimi della sua ricerca sono ancora oggi testimoniati da opere che continuano a comunicare inalterato il loro messaggio.
Sottoposti a elaborazioni di ogni tipo, questi capolavori reggono, nella nostra società contemporanea, anche la sfida delle più recenti tecnologie.
Opera aperta, in tutti i sensi, ma anche prodotto di una profonda dottrina che per essere accessibile ha bisogno di un lungo tirocinio.
Per questo, l'importanza che assume la scuola nella formazione dei giovani è fondamentale.BR> Ma nella scuola, ai giorni nostri e in particolare in Italia, la musica è troppo spesso assente.
Se ne insegna poca e soprattutto se ne fa assai poca.
Così come stanno la cose, le premesse ci sono tutte per autorizzare, tra gli studenti, un progressivo disinteresse per la disciplina che, ben avviata, contribuisce profondamente all'arricchimento della personalità.
Nella cultura dell'immagine, predominante in questi tempi, si è indotti a perdere di vista il significato più autentico del messaggio artistico.
Un'esecuzione finalizzata all'evento tende a vanificare il senso più profondo dell'arte.
I celebrati "mass media", pur favorendo significativamente la divulgazione, debbono rimanere strumenti e non sopraffare con eccessiva risonanza le potenzialità espressive di un interprete.
E' dunque per me preziosa quest'occasione perché mi consente di rivolgere ai giovani attraverso la mia personale testimonianza, un appello particolare: imparino ad amare la musica quanto più presto possibile, cerchino attraverso uno studio precoce che possa esser loro offerto dalle istituzioni fin dalle prime fasi di apprendimento, di decifrarne il linguaggio.
Quando ne avranno studiato i meccanismi, si accostino ai grandi capolavori della letteratura musicale con grande umiltà e dedizione.
Nel tempo, l'assimilazione di quei contenuti offrirà loro mezzi privilegiati per comunicare e soprattutto per crescere interiormente.
Ma prima che questo avvenga v'è da compiere un duro lavoro che impone non poche rinunce e sacrifici.
Alla fine si capirà che quel faticoso cammino che si è percorso ha avuto lo scopo di avvicinarsi di più agli altri, attraverso la lingua universale ed ineffabile che fu di Bach, di Mozart, Beethoven e di tutti quei grandi che con le loro musiche hanno contribuito a rendere migliore l'umanità.


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