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LESSICO MUSICALE
Da Lessico Musicale di GianFranco Maselli
E' la più importante forma polifonica del Medioevo e del
Rinascimento.
Esso apparve verso la metà del 1200 come derivazione arricchita dell'ORGANUM.
La sua struttura iniziale generalmente a due o tre voci , si avvale del
TENOR gregoriano a valori di durata ampi; il duplum assume invece carattere
indipendente e un andamento melodico libero e con testo proprio in lingua
volgare.
Il termine "Motet" o, latinamente "Motetus" deriva infatti dal francese
"mot" (parola) ossia dal fatto che il duplum o vix organalis (ora chiamata
motetus) non è più un abbellimento del Tenor o vox principalis ma
possiede parole proprie.
Questa seconda voce si muove con valori di durata minori di quelli del Tenor,
ma più regolari di quelli della terzavoce, anch'essa dotata di parole
diverse, che è assai più vivace.
Si hanno così tre diversi testi e tre differenti melodie.
Si può presumere che il frammento gregoriano affidato al Tenor e spesso
costituito da una sola parola potesse anche essere sostenuto da uno strumento
o affidato interamente a quest'ultimo.
Nel 1400 il Motetto, che aveva subito nel frattempo svariate modificazioni,
la principale delle quali consisteva nella scomparsa del Tenor come sua
base strutturale, sostituito da un contratenor con il quale spesso dapprima
si intrecciava divenendo poi come contratenor bassus l'attuale parte
di basso e come contratenor altus l'attuale contralto, abbandona sia
la pluralità dei testi che quella delle melodie per svolgersi in stile
imitativo IMITAZIONE.
Incominciano a usarsi più complessi artifici contrappuntistici,
si moltiplicano le parti reali sino a raggiungere l'incredibile numero
di 4° in un Motetto dell'inglese Tallis, e infine la forma motettistica,
come era cominciato ad accadere nel secolo precedente, non si limita
più al campo ecclesiastico, nel quale aveva soppiantato il canto gregoriano
in tutte le varie espressioni musicali liturgiche a partire dalla Messa,
ma diviene anche canto conviviale, amoroso, di corte.
Nascono con il Motetto le grandi scuole contrappuntistiche franco-fiamminga,
inglese e spagnola.
In Italia invece il Motetto viene importato dai grandi maestri
franco-fiamminghi e spagnoli chiamati dalle corti e dalle cappelle
italiane.
Solo che, giunto a contatto con le forme assai polifonicamente semplici
della FROTTOLA, ma molto più aderenti al significato della parola,
il Motetto si trasforma, pur trovando in Palestrina e nella scuola veneziana
gli ideali prosecutori del genere, nel MADRIGALE.
Nel 1600 l'avvento della MONODIA ACCOMPAGNATA segna la definitiva
decadenza del Motetto classico; esso ritorna alle sue origini ecclesiastiche
ed è nelle cappelle musicali che gli epigoni di Palestrina ne danno gli
ultimi esempi nello stile tradizionale.
Tuttavia la lezione di ccomplessità contrappuntistica data dal Motetto,
oltre a trovare in Bach la sua trionfale apoteosi, porterà anche alla
Nuova Musica le ragioni formali e teoriche della sua esistenza.
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