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Salò 13 Settembre 2003
Non sento, pressante come quasi sempre è, la necessità di scrivere il
"dopo concerto" perchè la musica che ho udito l'altra sera dentro
il "mio bellissimo Duomo,
ai piedi del piu' affascinante crocifisso
che io ricordi,"
da :Il crocifisso di Salò (1450) di Giovanni Teutonico (foto Roberto Predali)
mi pareva dovuta, naturale,
spontanea, ma piu' importante, perche' legata un po' alla storia di
questo paese.
Mentre ascoltavo la musica che si catapultava da un arco all'altro, tra una voluta e l'altra
costruendo capriole sonore ed eliche multicolori nello spazio,
ho pensato a Gasparo.
Ci ha ritrovato tutti riuniti lì dentro:
mistero della musica o mistero delle cattedrali che l'accolgono?
Il confine è sottile: la musica innalza gli animi, chi non capisce questo,
non puo' capire che cosa sia realmente il suono.
Lo capisce bene chi l'ha perso!
Chiudiamo un occhio sull'imperfezione acustica del Duomo di Salò,
Ughi riesce ad annullare anche questo fastidio sonoro!
Il Concerto è stato eccezionalmente piacevole, in perfetta sintonia con
i simpatici, bravi e spiritosi austriaci e ai loro fiati cosi' fortemente
protagonisti (a detta di alcuni), ben conditi con gli altri, secondo me!
L'orchestra e Ughi sono stati eccezionali, proprio come ci aspettavamo
che fossero!
Finalmente anche l'Amministrazione questa volta, e la ProLoco
e il Maestro Chimini direttore dell'Estate Musicale, ( che da buon musicista
qual'è, ha voluto fortemente che questa serata si
potesse realizzare,)il sempre attivissimo Dr. Casali e collaboratori, hanno interagito
in modo fattivo perchè il Maestro Ughi tornasse sul Garda.
E io insieme agli altri fans, lo sosteniamo molto volentieri e con gioia e speriamo che
tutti insieme si riesca ad allargare sempre piu' questo gruppo,
visto il successo e la partecipazione emotiva che anche qui da noi,
l'altra sera, si è sentita molto forte!
Una chicca della serata: nell'intervallo tra il primo ed il secondo tempo, intervallo peraltro
tale soltanto per quanto racconto ora, è stato appunto brevissimo.
Visti gli imprevisti che hanno fatto ritardare l'inizio dello spettacolo,
(minaccia di maltempo, forte vento etc.)
si è deciso che il concerto non avrebbe dovuto avere pausa.
Dopo la prima parte, di stretta pertinenza dell'Orchestra dei Wiener Konzert-Verein,
si stava aspettando Ughi sul palco.....ma Ughi non arrivava......
"come sempre il maestro ci sta preparando delle sorprese" pensiamo....
"ma che sta combinando?....non arriva......"!
Poi ecco il silenzio assoluto, tutti in attesa sua.....e così.... dal nulla sentiamo
emergere il suono caldo e imponente del gemello del
protagonista della serata, il suo alter ego: il Guarneri del Gesù che il Maestro,
concentrato sulla musica, dentro la sacrestia,
sta provando......un filo sottile e maestoso, potente ma discreto ha invaso
come un fumo insinuante la navata raggiungendo anche gli ultimi spettatori.
S'è udito un suono lontano, rubato, forte e insinuante come un profumo,
percepita una vibrazione dell'aria.....perle rimbalzanti su cristallo purissimo....
la chicca sonora di un'arte squisita, quella del costruttore e quella dell'interprete fuse
nell'autore sempre geniale che è Mozart, e la convinzione
che il ns. Uto si fosse perso, come in fondo sempre fa, dentro quella
musica, il suo grande amore.....un volo sulle sue ali, su cui riesce a fare posto per
tutti quanti....e a portarci sempre un po' piu' in alto......
Poi qualcuno impaziente:..."Maestro tocca a lei....
"Ah, si? Non me n'ero accorto,"........
E Ughi percorre quasi correndo, gli ultimi metri che lo dividono
dall'Orchestra degli amici austriaci e comincia sempre e ancora a suonare....
Proprio così è Ughi, così il suo violino, la sua voce tonante!
Così come lo vediamo....come esce da questi flasch ....che la dicono piu'
lunga di mille parole...
Dopo il concerto
Il Maestro Dydek, emozionato per avere fatto la conoscenza di Ughi, è tornato
felice a casa sua, con il cuore pieno della musica del violino, lo
strumento da lui piu' amato; lo strumento "simbolo" della sua terra zigana.
Ughi e la sua musica così tremendamente sentita, gli ricordano il suo paese che
ormai fatica a raggiungere senza
grandissimi sforzi e grande fatica, e di cui ha una grande nostalgia.
Il suo è stato un grazie detto con un cuore boemo traboccante di gioia, di musica e di colore!
Sempre grazie a Ughi anche da parte di tutti noi e un arrivederci (speriamo, con lui non si sa mai!)
all'anno prossimo.
Luciana Mattioli
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