Uto Ughi Fan Club - Dopo il Concerto


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MILANO 5 Febbraio 2006 - Auditorium Verdi



CLICCA SE VUOI VEDERE E SENTIRE UGHI ALL'AUDITORIUM VERDI IL 5 2 2006


Ughi scatenato sul palco del l’Auditorium Verdi di Milano,batte i tacchi sul pavimento del palco rigorosamente in parquet.
Sembra, questa sera che il Maestro si sia per cosi’ dire, lasciato andare, abbandonato e trascinato dal suo stesso prodotto: la musica.
Curiosa la simbiosi tra Ughi e il suo violino.
Quasi un vortice senza fine.
Da lui stesso generato e a volte, all’apparenza anche quasi travolto.
Ma è solo un’impressione.
Ughi padroneggia meravigliosamente il suo strumento e lo usa come i bambini usano i giocattoli.
Ci si diverte.
Lo strapazza e lo rispetta nello stesso istante e cava fuori dai quei legni cosi’ ben architettati da sembrare a volte quasi un prodotto della natura stessa, delle sonorita’ davvero uniche.

Che si puo’ dire se non ammirazione sincera, sincera partecipazione. Forte coinvolgimento.

Credo che quello che vediamo nelle sue performances, sia una delle meraviglie di questo nostro secolo cosi’ povero di novità artistiche, rispetto al passato.
A mio avviso tecnicamente insuperabile, Ughi non è solo un tecnico dell’archetto ma un sensibile interprete di autori anche poco conosciuti.

Nomi noti e meno noti di compositori di Casa nostra che fa riemergere prepotentemente alla ribalta della cronaca, all’attenzione e alla curiosità degli appassionati ma non solo. Questa è la sua dote. Smuove un po' tutti, gli intenditori e anche chi di musica magari ne ha masticata poca e ti prende immettendoti in un percorso nuovo,dignitoso, elevato pur senza burbanza.

Questo gli va riconosciuto, Ughi è un saggio vivente si di maestrìa, di competenza e di padronanza dello strumento ma anche una prova tangibile di approfondimento, di ricerca musicologica e studio. Scava nei nostri fondi musicali sepolti sotto la polvere , trova e interpreta, regalandoci le piu’ belle musiche del tempo passato fino ad oggi un po’ dimenticate, abbandonate, e ce le fa conoscere, scoprire ex novo.

Il Maestro sta facendo questo, e si coglie.

Ultimamente abbiamo ascoltato brani nuovi del suo repertorio, sempre molto brillanti, intensi e interpretati magistralmente come oggi, io credo , solo lui, considerato anche che Ughi non ha piu’ venti anni, sa fare.

Il discorso "anni" va fatto.
E' indubbio, ma solo per sottolineare ancor di piu' l'agilità eccezionale che irrompe da questo personaggio cosi' originale e unico.
Complimenti come sempre e sempre accesi, dunque al nostro caro Maestro e speriamo di risentirlo presto in forma come questa sera, ma in linea di massima come sempre ormai, si puo' ben dire.

Ughi è come il vino buono.
Piu' passono gli anni e piu' acquista sapore.
BRAVO UTO.
Luciana & c.


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