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Milano 10 Marzo 2003 (lunedì)Auditorium Verdi
Lunedì sera, il concerto offerto dal M° Ughi, è stato all'insegna
della gioia e della voglia di suonare insieme.
8 amici, che dialogavano amabilmente fra di loro, con gioia, divertimento.
Che bello vedere, gli scambi di occhiate e d'intesa tra di loro!!!!
Una sorta di complicità fra musicisti!!!
Ughi, in splendida forma, sia nelle parti virtuosistiche che nei cantabili.
Nell'Adagio il tema cantabile e malinconico al tempo stesso esposto prima
dal clarinetto e subito ripetuto dal violino I , con il clarinetto
in controcanto; solo Ughi riesce ad incantarti in modo stupefacente.
L'Ottetto di Schubert, simile al Divertimento settecentesco è caratterizzato
dalla valorizzazione dell'elemento ritmico, dalla tecnica della variazione
e dalla cantabilità lirica e poetica.
Nelle Variazioni, la n.1, Ughi è risultato bravissimo nella melodia di
terzine e nella n.4 ho trovato memorabile il timbro scuro e
caldo del violoncellista Ormezovski.
Nella variazione n.7, le rapide figurazioni virtuosistiche
del violino I con raddoppio all'ottava del violino II sono state eccellenti!!!
Un concerto ricco di emozioni, di grande intensità.
Nell'Andante molto, caratteristici e ben evidenziati dagli ottimi archi,
sono i misteriosi tremoli degli strumenti ad arco, come se volessero
esprimere senso lacerante ed impietrito dolore.
Grande interpretazione nel tratteggiare il ritmo puntato, sempre dominante
ed il tragico sempre presente, per esempio quando ritorna prima
della chiusa finale, che vuol ricordare il binomio amore
e dolore tipico della poetica schubertiana.
Grazie per aver fatto riscoprire cosa significa fare musica:
gioia, divertimento, dialogo, linguaggio, intesa, amicizia, comunicazione e tanta magia, che si rinnova ogni volta che il M° Ughi suona.
Claudia Pesenti
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