sito amatoriale

HOME "Fiabe per i più piccini"

LA ZARINA LIUTISTA

C'era una volta uno zar che aveva in moglie una bellissima donna intelligente e generosa. Tra le sue molte virtù la zarina aveva quella di suonare meravigliosamente il liuto.
Un giorno lo zar decise di recarsi nei paesi d'Oriente, ma qui cadde in un'imboscata e fu fatto prigioniero dai soldati di un sultano che lo fece chiudere nel buio di un carcere.

Quando vennero a sapere che il prigioniero era uno zar, il sultano ed i suoi ministri decisero di chiedere un immenso riscatto per la sua liberazione. Inviarono perciò una lettera alla zarina che diceva: "Se vuoi rivedere tuo marito, manda subito in Oriente tre vascelli pieni d'oro e pietre preziose e la più giovane delle principesse perchè diventi una delle spose del sultano". A lungo si discusse a corte se accettare o no tali dure condizioni. La zarina non volle cedere a queste richieste che avrebbero vuotato le casse dello Stato e l'avrebbero privata della sua figliola più giovane.

- Ma ne va della vita dello zar! - obiettarono alcuni cortigiani. -Lasciate fare a me! - replicò decisa la zarina. - Aspettate fiduciosi il mio ritorno.

Senza dire dove fosse diretta, si chiuse nelle sue stanze, si tagliò le lunghe chiome, si vestì da paggio, prese il suo liuto e si mise in viaggio verso Oriente.
Arrivò là dove regnava il sultano e chiese di essere ammessa alla sua presenza. Giunta al suo cospetto, disse: - Sono un valente suonatore di liuto. Ho rallegrato molte corti della grande Russia e se ti degnerai di ascoltarmi non sprecherai certo il tuo tempo.
Il sultano le dette il permesso di suonare e, quando il falso paggio ebbe finito, esclamò:
- Bravo liutista! La tua musica ha deliziato le mie orecchie. Vorrei che tu rimanessi ancora nel mio palazzo e mi dessi la gioia di ascoltarti ogni giorno. Saprò ricompensarti! Così la zarina rimase molti giorni presso il sultano, sempre fingendosi un uomo, e si guadagnò il suo affetto.

Frattanto aveva cercato di sapere quali fossero i prigionieri più importanti del sultano e dove fossero rinchiusi. Al termine d'un mese di permanenza al palazzo disse:
- Nobile sultano, è ora che io torni nella mia terra. Grazie della tua ospitalità che non dimenticherò mai!
Il sultano si dolse di queste parole e rispose :
- Concedimi ancora un anno della tua presenza!
-Impossibile!
-Sei mesi!
- Impossibile!
- Un mese almeno! Ti ripeto: non ti lamenterai della mia generosità. Chiedimi quello che vuoi!

-Vorrei - disse allora il falso paggio - uno dei tuoi prigionieri che tieni chiusi in prigione in attesa di ricevere il riscatto.
Ne sceglierei volentieri uno della mia terra.
Subito il sultano ordinò alle guardie di accompagnare il liutista nel carcere e di lasciargli scegliere un prigioniero da portare con sé: chiunque egli fosse.

La zarina potè vederli tutti e riconobbe subito tra loro il marito.
Lo zar invece non riconobbe la moglie vestita da uomo.
Si rallegrò, però quando sentì che si trattava di un musicista della sua terra che aveva ottenuto dal sultano il permesso di ricondurlo con sé in patria.
Il sultano fu di parola: li rifornì del necessario per il lungo viaggio e, sebbene a malincuore, disse addio al liutista.
Gli chiese però di suonargli l'ultima canzone prima di congedarsi definitivamente. E il liutista obbedì.

Udendo quella musica, lo zar, che era presente pensò:
"Mi ricorda il dolce sono del liuto di mia moglie. Anzi, proprio questa era la sia canzone preferita. Ma a che vale ricordare? Ormai la zarina non penserà più a me ed avrà persuaso i miei figli ed il mio popolo a fare lo stesso". Lungo tutto il viaggio di ritorno il liutista parlava poco. Lo zar, da parte sua, si mostrava sempre più profondamente colpito da quanto aveva fatto per lui quello sconosciuto. -Avresti potuto chiedere chissà quante ricchezze, - gli diceva - ed invece hai preferito rendere la libertà ad un uomo della tua terra.
Non lo dimenticherò mai. E non dimenticherò neppure come si sono mal condotti al contrario mia moglie e i miei cortigiani!

- Che cosa rimproveri loro? - chiese l'altro.
Non hanno risposto alla lettera del sultano che chiedeva il riscatto.
Non hanno neppure trattato ne' cercato di venire in qualche modo incontro alle sue richieste. Mi hanno lasciato languire nel buio d'un carcere, dove, senza di te, sarei morto.

Il musicista taceva e lo zar pensava che doveva essere una persona molto timida e messa in soggezione dalla sua presenza.
Quando furono arrivati in patria e lo zar si fu fatto riconoscere dai cortigiani, il liutista sparì.

Lì per lì lo zar non se ne accorse, irato com'era con la zarina e con la corte.
-Dov'è mia moglie? - chiese con voce minacciosa.
- Sire, - rispose alla fne uno dei boiari più coraggiosi - dopo l'arrivo della lettera del sultano, essa impose ai boiari, ai cavalieri, ai pope e a tutto il Consiglio della corona di non rispondere a quelle richieste e di lasciar fare a lei.
Partì non vista da nessuno e da allora non è più tornata.

-Non m'importa più di lei! - riprese lo zar. - C'è una sola persona al mondo ormai che mi sta a cuore. Gli darei ogni mio bene se me lo chiedesse.
E' un musicista che suonava alla corte del sultano.
Quando ha sentito che nelle prigioni c'era un uomo della sua terra, ha preferito chiedere la sua libertà come compenso dei suoi buoni servigi al sultano che gli avrebbe potuto fruttare chissà quante ricchezze. E' il mio salvatore. Ma dov'è? Perchè non lo vedo? Gli avevo chiesto di restare nel mio palazzo!
Per tre giorni il liutista non si fece trovare.

Lo zar aveva dato ordine ai servi di cercarlo dappertutto e si angosciava per la sua assenza.
La mattina del quarto giorno si sentì provenire dal giardino il suono dolcissimo di un liuto.

- E' lui! - gridò lo zar. - Non mi posso sbagliare!

Si precipitò in giardino seguito da tutti i cortigiani. In un prato fiorito, preso una fontana, scorse da lontano il liutista.
Si avvicinò e vide che il suonatore era sua moglie, vestita con sontuosi abiti da zarina ma con i capelli ancora corti, come un uomo.

La donna suonava e sorrideva. Finì la canzone e gli chiese:
- Mio sovrano, piace anche a te la mia musica come piaceva al sultano del lontano Oriente?

Lo zar rimase stupefatto e riuscì appena a balbettare:
- Ma....allora...eri tu il liutista?
- Ero io, - confermò la zarina - che avevo architettato il piano per salvare tua figlia e le tue ricchezze. Ho tentato la sorte. ho sofferto grandi pene, ho corso gravissimi rischi, ma il mio amore per te mi guidava e mi ha fatto riuscire nell'impresa.

- ed io che ho dubitato di te! - esclamò lo zar commosso e pieno di vergogna.
- Il passato è passato - replicò la zarina. - Ora dobbiamo far festa per il tuo ritorno e non guardarci indietro.
Semmai, ricordati, per il futuro.....

- Per il futuro - eclamò lo zar prevenendo le sue parole sarò più cauto nel giudicare.....
I festeggiamenti furono splendidi.
Per tre giorni e tre notti ci fu un grande banchetto con danze, suoni, canti e.....

quel gran pranzo sopraffino
io l'ho visto da vicino;
tre confetti ho ricevuto,
tutto il resto l'ho perduto.


E-mailinfo@utoughifanclub.it