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IL CAMMELLO MUSICALE





- Fermi tutti! - ordinò Sahib agli altri cammelli della carovana. - Troppo carico sulle nostre gobbe! Si rimane tutti seduti.

Sahib era un giovane cammello bellissimo, di forme snelle e di pelo d'un grigio così chiaro, che faceva tutt'uno col color della sabbia.
Gli altri cammelli gli ubbidivano senza discutere. Invece Mustafà, l'arabo che conduceva la carovana, voleva che le bestie ubbidissero a lui.

- Sempre quel maledetto Sahib che mi sobilla gli altri cammelli! - gridava.
Ma questa volta era davvero infuriato, e si diresse verso il colpevole con la frusta alzata per dargli una lezione.

- No, signore! - gridò il piccolo carovaniere Alì, balzandogli davanti per difendere l'animale. E fu il piccolo Alì a prendersi la frustata in pieno viso.
Sahib si alzò con un muggito furioso.
Con un balzo rovesciò Mustafà sulla sabbia e gli fu addosso con gli zoccoli e coi denti.
Gli uomini di scorta dovettero faticare per cavarglielo di sotto ancora vivo.

- Maledetta bestia! - continuava a ripetere Mustafà, gemendo per le ferite, mentre lo trasportavano sotto la tenda. -
Per questa volta non posso nemmeno più partire.
Il comando della carovana fu preso da un anziano della scorta.
- Prima però scaricate un poco i cammelli - ordinò. - E' proprio vero che hanno troppo peso da portare.



Ma Sahib era offeso e immusonito e non si decideva a dare l'esempio alzandosi sulle zampe.
Alì aveva cercato di ammansirlo con dolci parole, accarezzandogli il collo lanoso, ma tutto fu vano. Sahib non si mosse.

"Non ascolta più neanche me" disse tra sè il piccolo, sconfortato, e si pose a sedere su un masso un po' discosto.
E, poichè non c'era proprio nulla da fare, tolse di tasca una specie di zufolo, che s'era fabbricato con delle canne, ed intonò una mesta melodia.
Che accadde allora? Sahib alzò la testa, drizzò le orecchie, e poi, di scatto, si alzò dalla sabbia dov'era accosciato e si mise in cammino.
Dietro di lui, come per un comando, si alzò tutta la fila dei cammelli, e la carovana si mosse.

-Gli piace la musica! - gridò Alì, tutto felice della scoperta. - Caro Sahib, come ti voglio bene! e gli corse accanto, per camminare al suo fianco.


Dal quel giorno si seppe che Sahib era un cammello musicale. Alì prese l'uso di montargli in groppa addirittura, sedendosi sul carico ammonticchiato sulla gobba, e la carovana procedeva così, con Sahib sempre a capo della fila, mentre il canto del piccolo arabo si spandeva neella vasta solitudine sabbiosa, accompagnato talvolta dalle note acute del suo zufolo.

Le carovane guidate da Sahib erano le più veloci e procedevano di solito senza intoppo.
Durante i riposi sotto le tende, dopo che i cammelli erano stati scaricati, Alì prendeva talvolta a tarda sera il suo zufolo, e seduto sulla sabbia a gambe incrociate, si dava a zufolare musiche allegre.<
Allora Sahib si alzava e si metteva a danzare in un suo modo comicissimo.
E gli altri cammelli, in girotondo, a danzare con lui, al lume delle stelle.

I carovanieri più vecchi dicevano che Sahib era un cammello stregato e avevano un po' paura di lui.




Ma non tutti i viaggi possono essere felici.
Una volta, mentre attraversavano la parte più desolata e sabbiosa del deserto, si levò un vento impetuoso ed infocato.

La sabbia, sollevata in vortici, penetrava sotto le vesti, negli occhi, in bocca, nelle narici.

Cammelli e uomini si gettarono tutti a terra, le bestie col muso affondato nella sabbia, gli uomini avvolti stretti nei loro mantelli.

Il turbine durò parecchie ore. Ma, quando fu passato, non erano ancora alla fine dei loro guai.
La massima parte delle provviste era stata dispersa lontano dal vento; gli otri dell'acqua s'erano vuotati nella sabbia.
Affrettarono la marcia, per giungere al pozzo che doveva trovarsi al termine di quella tappa.

Il pozzo era prosciugato, le poche pianticelle che crescevano in giro coperte di cumuli di sabbia.

Non c'era da mangiare ne' da bere, ne' per gli uomini ne' per gli animali.

Avanti allora, alla ricerca di un altro pozzo.
Ma le bestie erano spossate. La carovana procedette sempre più estenuata, non osando fare lunghi riposi, per due giorni ancora, nella speranza d'arrivare ad un'oasi.

Ma i cammelli, ad uno ad uno si afflosciavano e cadevano.

Cadde finalmente anche Sahib, e, accanto a lui, cadde nella sabbia il piccolo Alì, svenuto.

Il capo-carovana, che ancora si reggeva in piedi, era disperato: "Pensare che l'oasi è ormai vicina, che ci si potrebbe arrivare in poche ore di marcia, e sarebbe la salvezza per tutti!"
Si avvicinò al piccolo Alì, per tentare di farlo rinvenire, e vide che lo zufolo gli era caduto sulla sabbia.
Macchinalmente il carovaniere lo portò alla bocca e ne trasse una nota acuta.

E a quel suono Sahib si riscosse.
Al carovaniere balenò allora un'idea; "Forse la musica! Chissà che la musica non lo rianimi!"
Scosse il piccolo Alì, che aperse gli occhi a fatica.
-Alì, - disse il capo-carovana - fà un'ultimo sforzo!
Prova a suonare il tuo zufolo! E' l'ultima nostra speranza!
Alì comprese, e le note del suo strumento di canne si levarono ancora una volta, alte e sonore, nella solitudine desolata.
Ed ecco che anche Sahib le intese e si sollevò, come sempre quando Alì sonava.


Fece udire un grugnito, che voleva dire: - Forza comopagni, l'acqua non è lontana!

I cammelli più vicini lo intesero e, con uno sforzo supremo, si sollevarono anche loro, e si misero in moto......

E giunsero infatti all'oasi, e si buttarono tutti insieme alla fonte che vi sgorgava, con labbra avide e narici dilatate.

Bevvero e furono salvi.
E si portò l'acqua negli otri ai cammelli rimasti in via, che poterono riaversi anche loro.

A sera, Alì cantò un inno di gioia, che voleva dire: - Grazie all'acqua che dà la vita, e grazie alla musica, che rendele forze quando si è proprio spossati!
Ma Sahib, che pure era tanto musicale, quella sera era troppo stanco per ballare.




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