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Ludwig van BEETHOVEN
(Bonn 16.12.1770 - Vienna 26.03.1827)


Romanza in sol maggiore op. 40
Romanza in fa maggiore op. 50 per violino e orchestra (1802)

da Radio Rai uno del 8 marzo 2008: "Il diavolo e il violino UTO UGHI racconta":
parla Uto Ughi:

Le romanze furono scritte nel 1804 un anno prima della sinfonia "Eroica" n. 3. Un periodo di grande fertilità creativa eppure due anni prima del 1802 Beethoven scriveva il testamento di Heiligenstadt dove esprimeva in modo così drammatico la sua angoscia per la malattia più grave che potesse colpire un musicista: la sordità.
Scriveva che avrebbe potuto porre fine ai suoi giorni se non fosse stato sorretto dalla fede nella sua missione di dare sollievo alla sofferenza umana per mezzo della musica.
ROMANZA IN SOL MAGG. OP.40
Nella romanza in sol maggiore c'è un'atmosfera solenne e introspettiva.
I bicordi dei bassi creano un'atmosfera di profonda meditazione.


La ROMANZA IN FA MAGG. OP 50 ha un'atmosfera diversa: c'è una meravigliosa pace interiore, una serenità che traspare dalla lirica purissima del canto.

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Come suggerisce il termine Romanza, Beethoven scrive uno studio nella forma circolare del Rondò.
I caratteri espressivi e formali sono quelli dell’aria vocale italiana.
Il tema viene esposto dal violino solo arricchito dai frequenti bicordi e il contrasto tra “solo” e orchestra pregna l’intera composizione.

da Guida all’ascolto della musica sinfonica di Giacomo Manzoni

Di queste due romanze, la prima è indubbiamente quella che, nel contrasto tra "solo" e orchestra, denota una maggiore individualità di caratteri musicali; tuttavia gli esecutori sembrano dare la preferenza alla seconda (che potrebbe essere stata composta nel 1798, quattro anni prima di quella in sol maggiore), per la sua cantabilità e la limpidità mozartiana della melodia solistica, per l'eleganza e la varietà dello sfruttamento strumentale (Durata 8 minuti e 9 minuti).


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