Sergej PROKOFIEV
(Sontsovka, Ekaterinoslav 23.04.1891 - Mosca 5.03.1953)
Concerto n. 8 in la minore per violino e orchestra op.
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Allegretto ben moderato
Allegro
Recitativo-fantasia. Ben moderato
Allegretto poco mosso
Nonostante tutti i problemi attraversati in quegli anni
dal compositore sovietico, nel brano traspare un'inequivocabile
serenità.
Apparentemente legata a stilemi compositivi quasi neoclassici
e fortemente stilizzati, la composizione riesce a coniugare
modernità e gradevolezza senza mai rinunciare ad una ritmica
graffiante e modernissima nella sua concezione, lasciando peraltro
ampio spazio ad espansioni melodiche di grande ispirazione poetica.
In un simile contesto, da sottolineare il ruolo del pianoforte che,
più che accompagnare, deve concertare assieme al solista dialogando
in modo serrato senza interruzione: e pure è una rivisitazione piena
di ironia, di spunti sarcastici, di distacco più apparente che reale
della forma tradizionale, contemplata come un oggetto ormai storico.
E tra Otto e Novecento oscilla questa composizione di un Prokofiev
che guarda al futuro della musica restando abbarbicata ad un
immagiario d'altri tempi tutto fatto di poesia contagiosamente
trascinante.
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