Eugene YSAYE
(Liegi 16.7.1858 - Bruxelles 12.5.1931)
Sonata n.4 in mi minore
Dal libretto di Amadeus: YSAYE: sei sonate per violino di Cesare Fertonani
Allemanda. Lento maestoso
Sarabande. Quasi lento
Finale. Presto ma non troppo
Dedicata a Kreisler, la Sonata n. 4 in mi minore propone di
nuovo l'antico modello della suite di danze;
nello specifico, vi si possono cogliere richiami ai movimenti della
Partita prima BWV 1002 di Bach.
Se gli archetipi dei tempi di danza dei tre movimenti sono ben riconoscibili, Ysaye sa
tuttavia reinterpretarne il carattere, specie metrico e ritmico, nella chiave
di un mirabile pastiche neoclassico in cui ha un ruolo decisivo la scrittura
contrappuntistica.
Il primo movimento (Allemanda, Lento maestoso) si apre con un'introduzione di
andamento rapsodico che percorre il registro del violino dal grave all'acuto e culmina
in arpeggi sulle quattro corde.
La prima parte è connotata dalla polifonia di accordi vigorosi e di figure in ritmo
puntato;
la seconda si distende melodicamente espressiva nel gioco degli arpeggi. Seguono, in un
crescendo d'intensità della scrittura contrappuntistica, un'elaborazione imitativa della
prima parte e quindi un fugato sul tema della prima parte, ora trasformato in melodia
cantabile, con tanto di stretti conclusivi.
Nel secondo movimento (Sarabande. Quasi lento) la cifra contrappuntistica della
scrittura si realizza in un autentico tour de force compositivo.
Qui Ysaye recupera infatti il modello barocco delle variazioni su ostinato, scrivendo uno
straordinario movimento in cui al ritorno costante e ossessivo del modulo di quattro
note (sol-fa diesis-mi-la) fanno riscontro la raffinatezza dell'armonizzazione e delle
sottigliezze del timbro, dell'articolazione e delle dinamiche.
Le variazioni iniziano in pizzicato, proseguono con una polifonia di doppie corde ed
accordi suonati con l'arco e si concludono con diversificate figure di arpeggio.
Il Finale. Presto ma non troppo è un capriccio brillante contraddistinto dal
metro zoppo (5/4).
La prima parte presenta un moto perpetuo di figure con alternanza di staccato e legato
ed infine anche con corde doppie.
La parte centrale, Giocosamente e meno mosso vede il ritorno della gestualità
e del materiale tematico dell'Allemande, mentre la ripresa variata della prima
parte, nel Tempo I conduce alla coda, in maggiore: dopo lo stacco più mosso
(Piu' animato ma poco) il tempo va via via allargandosi sino alla fine.
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