sito amatoriale

HOME Guida all'ascolto

Eugene YSAYE
(Liegi 16.7.1858 - Bruxelles 12.5.1931)

Sonata n. 2 in mi minore


Clicca qui se vuoi essere guidato nell'ascolto del brano dalla spiegazione di Uto Ughi ( 13 dicembre 2006 Teatro Grande di Brescia)


Clicca qui se vuoi vedere e sentire Uto Ughi il 13 dicembre 2006 al Teatro Grande di Brescia che suona La sonata n. 2 di Ysaye


Dal libretto di Amadeus: YSAYE: sei sonate per violino di Cesare Fertonani
Obsession. Prélude. Poco vivace
Malinconia. Poco lento
Danse des ombres. Sarabande. Lento
Les furies. Allegro furioso.

Dedicata a Thibaud, forse la più geniale, certo la più visionaria del ciclo.
"L'ossessione" cui allude il titolo del primo movimento ha un duplice significato: è l'ossessione di Ysaye - e di tutti i grandi violinisti - per la musica di Bach (qui citata direttamente) ed è l'ossessione inquietante determinata dal ruolo pervasivo che assume nell'opera, la melodia funebre del Dies irae.

Ysaye qui intreccia l'antico modello della suite con i principi ottocenteschi del ritorno ciclico e della trasformazione tematica.
Per questi ultimi Ysaye si riallaccia senz'altro a Listz e a Franck, ma la tecnica compositiva del primo movimento (Obsession. Prelude. Poco vivace) è molto originale e moderna.

L'attacco ne mostra la logica formale: quella di uno straniante montaggio di frammenti del Preludio della Partita terza BWV 1006 di Bach e di passaggi originali che comunque ne ripensano liberamente la scrittura; l'inizio di tali passaggi profila a sua volta l'incipit del Dies irae, fino a quando la melodia del Dies irae emerge di figure modellate su quelle di Bach.

Continua quindi il montaggio di frammenti di Bach e passaggi originali sempre piu' virtuosistici, che lasciano infine risuonare ancora la melodia del Dies irae.
Nell'epilogo il Dies irae è trattato in arpeggi sulle quattro corde, mentre l'ultima parola è data alla conclusione del Preludio di Bach.

Il secondo movimento (Malinconia. Poco lento) dove il violino suona con la sordina, è costituito da una parafrasi a doppie corde libera e mascherata, del Dies irae: alla fine di questa visione onirica in cui prevale un linguaggio modale, la melodia riaffiora citata alla lettera, in pianissimo e progressivo smorzando, come evocata da una lontananza ineffabile e remota.

La prospettiva visionaria prosegue nella Danse des ombres. Sarabande. Lento. dove il Dies irae conosce un'ulteriore trasformazione ed elaborazione.
La melodia riccamente armonizzata in accordi pizzicati senza sordina , diviene il tema per una serie di variazioni di carattere.

La Variazione 1 dolce e semplice, è un cantabile a doppie corde.

La Variazione 2 (Musette) disegna una mossa linea melodica sulla nota tenuta di bordone al basso (quarta corda vuota: sol).

Nella Variazione 3 Minore il tema è elaborato a corde doppie e con scrittura contrappuntistica, mentre la Variazione 4 ancora a corde doppie, è percorsa da fluide figure cromatiche.

Nella Variazione 5 passano figure in ritmo di terzina e nella Variazione 6 rapide quartine legate di trentaduesimi.

Riappare, infine, il tema, in accordi suonati con l'arco.

Il quarto movimento ( Les furies. Allegro furioso) è innervato di gestualità veemente.

Nella sezione iniziale corde doppie ed accordi sono posti al servizio di un andamento rapsodico, franto e tumultuoso.

Nella prosecuzione ricompare la melodia del Dies irae, ora utilizzata come cantus firmus per variazioni e parafrasi: la melodia si alterna alle figure della sezione iniziale ed è altresì contrapposta ad arpeggi violentemente dissonanti, secondo una tecnica del montaggio simile a quella del primo movimento.

L'epilogo condensa questo procedimento, facendo seguire alla ricapitolazione abbreviata della sezione iniziale una coda ancora basata sul Dies irae.


E-mailinfo@utoughifanclub.it