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Ludwig van BEETHOVEN
(Bonn 16.12.1770 - Vienna 26.03.1827)


Sonata n. 5 in Fa Maggiore op. 24 (La primavera) (1801)

da Da CD NAXOS DDD N.550282/ Traduzione di Claudia Pesenti

Ludwig van Beethoven nacque a Bonn nel dicembre del 1770, figlio di Johann van Beethoven, un cantore al servizio dell'Arcivescovo di Cologna, e, più importante, nipote di Ludwig van Beethoven maestro di cappella dello stesso mecenate, che morì nel 1773, ma la cui eccellenza continuò a vivere nella famiglia, possibile causa dell'inadeguatezza sia professionale che come genitore di Johann van Beethoven.
Nel 1789, una volta morta sua madre, il giovane Ludwig van Beethoven assunse la responsabilità della famiglia e dei suoi due più giovani fratelli.
In casa Beethoven aveva ricevuto una irregolare e pratica formazione musicale, ma riuscì a seguire un più approfondito corso di studi dal 1781 con l'organista di corte Christian Gottlob Neefe del quale diventò vice.
Nel 1784 egli entrò a servizio retribuito dell'Arcivescovo come organista di corte e come suonatore di clavicembalo o di viola nell'orchestra di corte a seconda delle esigenze.
Nel 1788 venne mandato a Vienna dove sperava di studiare con Mozart ma venne richiamato a Bonn a causa delle della malattia terminale di sua madre.
Nel 1792 tornò ancora una volta a Vienna, questa volta per studiare con Haydn. Vi rimase per il resto della sua vita.
Beethoven si stabilì a Vienna inizialmente come virtuoso suonatore di strumenti a tastiera, il suo virtuosismo comprendeva improvvisazioni e composizioni alle tastiere.
In queste ultime fu aiutato dalle lezioni di contrappunto di Albrechtsberger e dal compositore di corte Salieri nelle rappresentazioni vocali e drammatiche.
Le lezioni da Haydn gli diedero meno soddisfazione.
Grazie ad opportune presentazioni, egli si creò amicizie influenti nell'ambito dell'aristocrazia e fu con il loro supporto che egli continuò la sua carriera a Vienna, anche quando la crescente sordità rese le sue esibizioni inizialmente difficoltose e successivamente impossibili.
E' da attribuire all'acutezza dei protettori di Beethoven, la scoperta del suo genio, malgrado la rozzezza e crescente eccentricità di carattere, nei confronti del quale essi esercitarono una considerevole azione di controllo e generosità.
Egli visse a Vienna durante periodi turbolenti, durante gli anni delle conquiste napoleoniche e il periodo di repressione di Metternich.
Morì nel marzo del 1827 e il lutto in occasione della sua morte in Vienna sancì il passaggio di una figura che la città non conobbe più...
Le composizioni che Beethoven ha scritto per violino e pianoforte coprono un periodo da circa il 1792 fino al 1819, il periodo della Sonata Hammerklavier che comincia con una serie di variazioni su un'aria di un'opera di Mozart e finisce con una serie di variazioni su temi nazionali.
Le più significative parti di questo repertorio sono le dieci sonate che, sebbene di differente qualità, rappresentano il maggior contributo alla letteratura di questo genere.
Attraverso queste composizioni Beethoven mostra la sua abilità a provvedere alle esigenze musicali di entrambi i suonatori, non più le sonate per pianoforte, con il violino come accompagnamento, tutto ciò si percepisce dai sotto titoli dei primi lavori.
Come nei lavori più maturi di Mozart, il violino è considerato come un elemento essenziale, una divisione dei ruoli che è stata da allora consolidata.
Beethoven completò la sua Sonata per Violino in Fa maggiore, Opera 24, nel 1801 e la dedicò, con il suo immediato predecessore, al Conte Moritz von Fries.
Il soprannome Primavera, sembra aver origine dalla natura, dal tema di apertura del primo movimento, una melodia che presenta dei richiami alle opere del pianista compositore Clementi.
C'è un movimento finemente rifinito e un adagio molto espressivo, un capriccioso Scherzo e un Rondò finale in cui il tema principale riappare in innumerevoli sembianze ritmiche.


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