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Ludwig van BEETHOVEN
(Bonn 16.12.1770 - Vienna 26.03.1827)


Sonata n. 8 in sol Maggiore op. 30 (1802)

Dalla Locandina di Veneto Festival 2003

Le Sonate per violino e pianoforte di Beethoven, ascrivono la loro ascendenza al dominio della musica da camera con lo strumento ad arco ad libitum.
Ma tra quell'esperienza (spesso inchini e cerimonie) e la voce del Maestro di Bonn si interpone prepotentemente e magistralmente, il lascito mozartiano per lo stesso complesso strumentale. L'inventore della moderna sonata per violino e pianoforte è Mozart, e tale prerogativa risiede nell'intuizione del salisburghese di far cantare i due strumenti senza che l'uno debba sopravanzare l'altro, se non per fini espressivi.
I capolavori mozartiani forniranno a Beethoven il viatico per esplorare nuovi mondi.
Per la prima volta Beethoven prefigurerà un linguaggio del tutto personale solo con le ultime due delle tre Sonate che compongono l'op. 30, scritte nel 1802 e dedicate ad Alessandro I di Russia.
La terza Sonata di questa raccolta, nella tonaità di sol maggiore, ha uno spiccato accento umoristico.
Singolari sono gli scatti all'unisono tra i due strumenti che costellano il primo tema del movimento inaugurale.
Fra questo e il brioso "moto perpetuo" dell'ultimo tempo, si frappone un Minuetto che del suo antenato settecentesco non ha altro che un profilo idealizzato.




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