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Johannes BRAHMS
(Amburgo 7.5.1833 - Vienna 3.4.1897)
Sonata per violino e pianoforte n.2 in la maggiore op. 100 (Clicca qui!)
Allegro amabile
Andante tranquillo - Vivace
Allegretto grazioso (quasi andante)

Ferdinand Hodler: Il lago di Thun 1910
Scritta nell'estate 1886 tra le suggestive ed imponenti montagne
svizzere che fanno da sfondo al prospicente lago di Thun, la Sonata n. 2 op.100 similmente, e forse
ancor più della precedente op.78, trova la propria ispirazione
nella vocalità da camera, con numerose citazioni da materiale
tematico estrapolato dalla produzione liederistica brahmsiana.
Il sentimento di serena ed affettuosa cordialità che traspare da questa
splendida composizione si palesa subito nell' Allegro amabile
iniziale, nel quale un tranquillo motivo cullato nel tempo di 3/4,
viene disegnato dagli accordi del pianoforte con l'inserimento di
brevi code melodiche del violino, per poi essere riesposto con
ruoli invertiti tra i due strumenti. Un episodio transitorio
costruito su espressivi salti di ottava porta quindi ad un secondo tema
che scorre appassionato sulle note del pianoforte, accompagnato da delicati
controcanti del violino. Dopo la riesposizione del secondo tema
da parte del violino, in coda all'Esposizione, quasi sfuggita,
troviamo un nuovo frammento motivico caratterizzato da una terzina, che
acquisirà importanza nel proseguio del movimento.
Nello sviluppo il primo tema viene inizialmente elaborato
con reiterazioni sia della seconda battuta, sia dell'incipit
del tema stesso, il quale viene messo in stretta alternanza tra
i due strumenti per poi essere rovesciato melodicamente.
Il successivo sviluppo della cellula tematica con terzina comparsa
al termine dell'Esposizione è uno splendido esempio della tecnica con cui
Brahms espande il proprio materiale tematico: un frammento
apparentemente insignificante viene infatti sottoposto ad elaborazione,
per poi essere trasformato in un tema completo avente le
caratteristiche di una melanconica melodia in modo minore, la
quale, a sua volta, viene fatta trascolorare in modo maggiore
sopra il pedale con cui si conclude lo Sviluppo.
Si giunge così alla Ripresa, nella quale troviamo: una modifica
dell'episodio di transizione, che consente al secondo tema di
essere trasposto nella tonalità principale, e un'ampia coda nella
quale si susseguono una sezione statica, una assai più concitata,
ed una ultima e conclusiva citazione del primo tema.
Il secondo movimento si distingue per la singolare alternanza di
due sezioni strutturalmente diverse.
Inizialmente vi è un Andante tranquillo in tempo di 2/4,
basato su di un'unica idea tematica la cui prima esposizione viene
affidata al violino, mentre nella seconda citazione la melodia
parte dal pianoforte per poi essere nuovamente ripresa dal violino.
La seconda parte è invece un Vivace in 3/4 il cui il tema
principale viene esposto in successione da pianoforte e violino, per
poi passare ad un'idea secondaria, esposta nella stessa
successione che porta alla ripresa del tema principale (solo
il violino)con l'aggiunta di una coda a completamento dell'episodio.
Nella seconda esposizione dell'Andante tranquillo il tema
viene momentaneamente trasposto dalla tonalità di fa maggiore
a quella di re maggiore, per poi tornare nella tonalità
originaria con l'aggiunta finale di un libero canto del violino
che si dispiega in un appassionato crescendo.
Il Vivace si ripresenta quindi con una variazione
basata sul pizzicato del violino e sullo staccato
dell'accompagnamento pianistico nel quale vengono
successivamente aggiunti rapidi arpeggi terzinati. L'ultima
ripresa dell'Andante avente funzione di coda, presenta
il tema che, dopo sole due battute, passa nuovamente da re
maggiore a fa maggiore, mentre una rapidissima citazione
(sette battute) della seconda parte viene posta come sigillo
conclusivo del movimento.
Liberamente costruito in forma di rondò, il movimento
conclusivo Allegretto grazioso (quasi Andante)
della Seconda Sonata presenta come tema principale un
canto mosso nel registro medio-basso del violino, la cui
duplice esposizione viene inframmezzata da un conseguente
motivo secondario cantato dal pianoforte.
Il primo episodio in alternanza con il tema si sviluppa
su rapidi arpeggi ascendenti del pianoforte che accompagnano
una ondeggiante ricerca melodica del violino, mentre un delicato
intreccio tra i due strumenti prepara il ritornello del tema.
Il secondo episodio alternativo contiene invece elaborazioni
e dilatazioni di frammenti del tema, seguite da un grazioso
staccato con cui il pianoforte sostiene l'andamento
terzinato del violino. Una variante del primo episodio
alternativo seguita da un ulteriore ritornello del tema
e da una coda conclusiva portano infine a compimento la sonata.
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