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Wolfgang Amadeus MOZART
(Salisburgo 27.01.756 - Vienna 5.12.1791)

Divertimento in in fa maggiore K 138 (K 6 125 c)

testo tratto da Internet (programma del 14 settembre 1999 all'Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto - Torino

di Attilio Piovano

Fu a Salisburgo che vennero composti, nei primi mesi del 1772, i tre Divertimenti K.136, 137 e 138 per archi.

Concepiti invero dal sedicenne compositore quali Quartetti, ma da sempre per inveterata abitudine affidati a un complesso orchestrale cameristico, essi appaiono strutturati in tre movimenti secondo le maniere italiane tipiche della cosiddetta "Sinfonia avanti l'opera" e così pure del Concerto.

Tali composizioni rivelano altresì - è stato notato - la "dipendenza dalla struttura della Sonata a tre barocca e dal modello di Sammartini", e la mancanza di uno o due minuetti le rende assai più simili alla tipologia della Sinfonia per soli archi che non a quella del Divertimento, nonostante tale titolazione sia esplicitamente indicata in partitura.

Quanto alla genesi dei tre Divertimenti è possibile che Mozart li abbia composti "per precauzione", vale a dire al fine di poter disporre di materiale nuovo, in prospettiva di una eventuale esecuzione durante l'ultimo viaggio in Italia: quello ch'egli intraprese nell'autunno del '72 per la rappresentazione milanese del Lucio Silla.

Il Divertimento in fa maggiore K. 138 esordisce con un movimento dall'ambientazione già squisitamente sinfonica, improntato a una rimarchevole souplesse.

Esso si apre con un energico Allegro subito increspato di transitorie modulazioni e quindi innervato di spunti imitativi.

Gioioso ed estroverso, questo Allegro contiene un breve sviluppo dalle trascoloranti velature, cui segue, a ristabilire tosto l'equilibrio espressivo, la regolare ripresa.

Coniato nella limpida tonalità di do maggiore, il successivo Andante dalla dolce, suadente cantabilità, si presenta in forma bipartita; ed è nella seconda parte che s'avanzano alcune plaghe appena un poco più malinconiche.

Traboccante di charme tale Andante rivela in complesso una grazia tipicamente galante.

Quanto al conclusivo Presto in forma di rondò, dalla singolare concisione (nonostante un episodio in tonalità minore, vagamente enigmatico, non immemore di Johann Christian Bach, come notava Einstein) vi prevale nuovamente un'atmosfera briosa e solare.

Notevoli taluni umoristici effetti prossimi a certo Haydn che intervengono con la loro sincera verve: fraseggi staccati, nette contrapposizioni di piano e forte non fanno altro che sottolineare lo spirito del più puro divertissement cui la pagina risulta informata da cima a fondo, ribadendone la limpida luminosità.


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